Dopo i Paesi Bassi, ora anche l'emittente pubblica irlandese RTÉ ha confermato che non parteciperà e non trasmetterà la 71ª edizione in programma dall’11 al 15 maggio 2027 all’Arena Burgas, in Bulgaria, a causa della partecipazione di Israele. Si tratta del secondo boicottaggio dei due Paesi: il primo era avvenuto per l'edizione 2026 a Vienna, in Austria
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Dopo i Paesi Bassi, anche l’Irlanda boicotterà alla 71ª edizione dell’Eurovision Song Contest, che si terrà dall’11 al 15 maggio 2027 all’Arena Burgas, in Bulgaria, a causa della partecipazione di Israele e della “sconvolgente e continua perdita di vite umane a Gaza”. L’emittente pubblica irlandese RTÉ ha confermato che non parteciperà e non trasmetterà la kermesse canora. Per il Paese, si tratta del secondo anno consecutivo di boicottaggio, che aveva già attuato per l’edizione 2026 a Vienna, in Austria. L'emittente RTÉ ha ribadito la condanna per la crisi umanitaria che colpisce i civili palestinesi e ha espresso “profonda preoccupazione” per il rifiuto delle autorità israeliane di consentire un accesso indipendente a Gaza ai giornalisti internazionali. L’assenza irlandese rappresenta inoltre un gesto di solidarietà con la Palestina.
Anche l’emittente olandese Avotros aveva annunciato la scelta dei Paesi Bassi di non partecipare all’Eurovision Song Contest 2027. “L’Eurovision Song Contest è nato con lo scopo di unire persone e nazioni. Ma non si può negare che un conflitto internazionale stia permeando sempre più l’evento, facendogli perdere il suo carattere neutrale”, aveva dichiarato il direttore generale Taco Zimmerman. “L’Eurovision Song Contest è quindi diventato una piattaforma di divisione” alla luce della guerra in corso a Gaza. Anche Avotros aveva già boicottato l’edizione 2026 a Vienna, in Austria. All’epoca, aveva motivato la decisione facendo riferimento alla situazione umanitaria a Gaza e alle preoccupazioni per la libertà di stampa. Nel più recente comunicato, l’organizzazione aveva invece spiegato che “le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno avendo un impatto eccessivo sull’Eurovision Song Contest e hanno portato a profonde divisioni. Nel corso dell’ultimo anno, Avrotros ha sollecitato l’Unione Europea di Radiodiffusione (Uer) a stabilire regole trasparenti per la partecipazione dei Paesi coinvolti in conflitti militari. Tuttavia, le modifiche recentemente annunciate dall’Ebu non offrono sufficienti garanzie sul ripristino del carattere indipendente e neutrale del concorso canoro. La partecipazione è pertanto incompatibile con i valori dell’emittente: affidabilità, indipendenza e umanità”. Aveva proseguito: “La grave sofferenza umanitaria a Gaza e i continui attacchi alla libertà di stampa hanno portato a una crescente divisione attorno al concorso canoro negli ultimi anni. Ad esempio, cinque paesi [Paesi Bassi, Irlanda, Islanda, Slovenia e Spagna, ndr] hanno deciso di non partecipare nel 2026, i vincitori delle edizioni precedenti hanno restituito i loro trofei e oltre mille musicisti e operatori culturali hanno chiesto all’Ebu di intervenire con una lettera aperta. Ciò sottolinea la necessità di un quadro di valutazione chiaro per i Paesi coinvolti in un conflitto militare. Quali circostanze rendono la partecipazione compatibile o incompatibile con la natura neutrale del concorso canoro? Non è ancora chiaro all’emittente su quali basi l’Ebu effettui tale valutazione”. Aveva concluso: “Come emittente pubblica, restiamo fedeli ai nostri valori. Sono questi a guidarci, anche se ciò significa rinunciare a un evento che ci sta molto a cuore. È doloroso, perché avremmo voluto farne parte di nuovo l’anno prossimo”. La responsabilità di un’eventuale partecipazione olandese è ora nelle mani di Nederlandse Publieke Omroep, l’organizzazione che sovraintende al servizio pubblico radiotelevisivo nei Paesi Bassi.
Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, ha espresso dispiacere per le scelte dei due Paesi, nonostante abbia ribadito il “pieno rispetto per la loro decisione”. Infatti, “tutte le emittenti decidono ogni anno se partecipare al Concorso dell’anno successivo. Continueremo a dialogare con la RTÉ e speriamo di poterla accogliere nuovamente al Concorso in futuro”.