Partiti da Napoli, arrivati poi a Modena e ancora a Torino. E davanti ai 7600 del PalaVela di Torino gli azzurri di Fefè De Giorgi trovano anche il velluto di un 3-0 (25-22, 25-16, 25-11) ai danni della Danimarca, agli ottavi di finale degli Europei. Mercoledì alle 21.05 (diretta Rai 2, Sky e Dazn) il quarto di finale contro la Finlandia, ma nel mentre tanti appunti positivi da mettere da parte. Archiviata infatti con cinque vittorie su cinque la fase a gironi, il primo confronto in cui si rischia di salutare è quasi una formalità.
La coppia di centrali scelta da De Giorgi stavolta è Sanguinetti-Mati. Di gran lunga il miglior alzatore della manifestazione con il suo 76,72% di efficacia al palleggio, a guidare la truppa è al solito il capitano Simone Giannelli con Romanò opposto; Lavia e Bottolo schiacciatori; Balaso libero. L'attacco è inarrestabile e variegato grazie proprio al capitano, il muro è una certezza (Mati è ubiquo). Ma è soprattutto un gruppo sereno e i punti arrivano senza strafare. Eppure, avanti 22-15 nel primo set, gli azzurri subiscono la rimonta e la vecchia conoscenze di Superlega Jensen non sembra arrivato a salutare gli amici di un tempo.
Il muro di Mati dà all'Italia il primo 25-22 e la seconda frazione è decisamente più tranquilla. Prima di ieri sera, l'ultimo Italia-Danimarca agli Europei si era giocato 13 anni esatti fa. Ieri, nel 2013, giocatore; oggi, nel 2026, allenatore dei danesi: è Kristian Knudsen, che punta forte su Jensen e su Madsen.
Ma, per provare a raddrizzare il match, aumentano pure gli errori. Dall'altra parte spinge Sanguinetti, mentre Jensen dà parecchi grattacapi dai nove metri. L'ingresso di Michieletto, la stella che aspettiamo, sul 18-13 è ragione in più per sorridere. La percentuale d'attacco passa dal 64% al 67%, ma sono ritmi letali per gli avversari in maglia rossa. Una fucilata fuori dalla linea di battuta offre all'Italia anche il 2-0.

I muri del primo parziale sono stati cinque, altri quattro sono arrivati nel secondo. Nella sua seconda apparizione alla fase a eliminazione diretta di un Europeo, la Danimarca non va oltre il secondo set. "Costruire con pazienza" è intanto il refrain azzurro ed è la filosofia di Michieletto che, avventandosi su due pallacce, dimostra di voler attaccare la qualunque. Firma il muro numero 10 (saranno 12), si sfracella sui tabelloni per recuperare un pallone ma guarda storto chi gli chiede se voglia uscire. Firma tre punti, valgono 30. Chapeau.
A Torino, prima di Italia-Danimarca, la Finlandia batte 3-2 (22-25, 25-16, 22-25, 25-23, 15-13) la Grecia. Prosegue dunque il cammino della squadra sorpresa del torneo anche lontana dalla Tampere dei record d'incasso e dove ha chiuso seconda il girone C. Ora, sulla sua strada, c'è l'Italia.
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