Milano, 6 settembre 2026 – La Città metropolitana di Milano si colloca tra le province lombarde con il segno meno, per quanto riguarda le esportazioni. Un calo lieve, pari allo 0.5% nel confronto fra il primo trimestre dell’anno e lo stesso periodo del 2025, che però si traduce in un segnale d’allarme per un sistema produttivo messo alla prova anche da crisi e tensioni internazionali, con davanti mesi difficili per l’aumento del costo dell’energia. Calano le esportazioni anche nelle province di Como (-2,2%), Bergamo (-6,4%), Pavia (-14%), Sondrio (-16,2%) e Lodi dove si registra un crollo: -21,6%. Le province “virtuose“ sono invece Cremona (+0,1%), Mantova (+0,5%), Brescia (+0,7%), Monza-Brianza (+5,7%) e Lecco (+6,3%).
A Varese c’è addirittura un exploit, con un +23,2% trainato soprattutto dal settore aerospaziale, nella “provincia con le ali” dove si concentrano gli stabilimenti di Leonardo con tutto l’indotto. Una “Lombardia a due velocità” fotografata dall’ultimo rapporto sull’industria della Uil regionale: una tenuta delle esportazioni ma con profonde spaccature territoriali, posti di lavoro a rischio e segnali di crisi. “La Lombardia – analizza il segretario generale Uil Lombardia Antonio Albrizio – mostra un sistema produttivo ancora capace di crescere, innovare ed esportare. La tenuta dei valori medi convive però con pressioni sui costi, aspettative in peggioramento, forti differenze territoriali e con un aumento della cassa integrazione straordinaria. La fase non è recessiva, ma richiede una politica industriale preventiva, selettiva e partecipata”.

Il segretario della Uil Lombardia Antonio Albrizio
La Lombardia continua a realizzare da sola il 25,2% dell’intero export italiano, con il comparto manifatturiero che rappresenta ben il 97% delle esportazioni regionali. L’ammontare complessivo delle esportazioni supera i 40,9 miliardi di euro (0% annuo e -6,5% congiunturale). Contestualmente, le importazioni si attestano a 42,8 miliardi di euro (-7,5% annuo; -2,0% congiunturale), portando il saldo commerciale regionale ad attestarsi su un valore negativo di circa 1,9 miliardi di euro.
Guardando ai mercati, calano le esportazioni verso gli Stati Uniti con un 4,4% in meno rispetto al primo trimestre 2025. Crescono di poco (+1%) quelle verso gli altri Paesi dell’Unione Europea. Vola l’export dall’Italia verso la Svizzera (+21,2%), area che si conferma uno sbocco cruciale per l’industria lombarda. Il settore che registra una maggiore crescita è quello dei mezzi di trasporto, con le esportazioni cresciute del 12%: dato che non indica però una ripresa dell’automotive al centro di una lunga crisi, perché comprende anche aerei, navi, treni e altri dispositivi.

Il settore della farmaceutica conosce una robusta crescita
Cresce anche la farmaceutica (+9,7%), mentre invece calano le esportazioni di macchinari (-5,5%), chimica (-6,1%), tessile e abbigliamento (-7,9%). “Per fare fronte a questa situazione – conclude il segretario confederale Uil Lombardia Vittorio Sarti – e prevenire impatti occupazionali negativi, proponiamo di affiancare al Patto per lo sviluppo una lettura industriale provinciale stabile, focalizzata sul monitoraggio delle filiere prioritarie, sugli investimenti, sul rafforzamento delle competenze, sulla gestione trasparente della cassa integrazione e sulla verifica puntuale delle vertenze territoriali”.