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Extraprofitti rinnovabili, il Gse trattiene incentivi ai Comuni: San Felice sul Panaro deve 1,1 milioni | Il Fatto Quotidiano.it


“Extraprofitti da rinnovabili? Il Gse vuole più di un milione e trattiene soldi dai nostri incentivi. Costretti a tagliare servizi”

L’energia rinnovabile, con i suoi extraprofitti, è costata molto cara alla piccola comunità di San Felice sul Panaro, 11 mila abitanti nella bassa modenese in Emilia Romagna, già provata dalle alluvioni. Eppure, solo le fonti pulite per produrre elettricità (come il sole, l’acqua e il vento) possono arginare i rincari in bolletta per i rialzi di gas e petrolio. “Il Gestore dei servizi energetici ci ha chiesto di pagare poco meno di 1.100.000 euro”, dice a ilfattoquotidiano.it il sindaco Michele Goldoni, ex poliziotto eletto primo cittadino con una lista civica distante dai partiti.

Quanto pesa la somma da 1 milione e centomila euro sul bilancio?
Siamo in grossa difficoltà. Fino ad ora siamo riusciti a garantire i servizi più importanti, ovvero il welfare sociale e i servizi alla popolazione fragile, come anziani, disabili e minori. Ad esempio le case protette, centri diurni, servizi domiciliari, trasporti sociali. Gestiamo un bilancio di circa 10 milioni all’anno ed il “peso” di 1.100.000 euro è facilmente intuibile.

Si rischia il fallimento?
Ad oggi no, non c’è un rischio reale di default.

Alcuni servizi sono stati tagliati?
Sì, nostro malgrado. Come la manutenzione del verde e gli stanziamenti per gli eventi ludici e ricreativi. Non abbiamo ridotto nulla che potesse in qualche modo compromettere la sicurezza dei nostri concittadini.

Il Comune sta pagando la somma richiesta dal gestore?
Il Gse ha proposto al Comune un piano di rientro, ma l’abbiamo rifiutato perché consideriamo ingiusta la misura. Così il Gse ha iniziato a operare prelievi forzosi direttamente alla fonte per recuperare le somme. A oggi, sul milione e 100 mila euro di debito comunale, il Gse ha trattenuto forzosamente circa 472.000 euro.

In che modo il Gse “trattiene” i soldi?
Grazie ai contributi in Conto energia, cioè gli incentivi per la produzione da fonti rinnovabili. Per esempio: se il Comune per il mese di maggio 2026 deve ricevere 100.000 euro di incentivi, il Gse gliene riconosce solo 20.000 perché i restanti vengono utilizzati per la riduzione del debito degli extra profitti.

La tassa sugli extraprofitti da rinnovabili è stata imposta dal governo Draghi nel 2022, dopo i rincari del gas seguiti al conflitto in Ucraina, per evitare la speculazione sul costo dell’energia elettrica grazie alle fonti pulite.
Sì, infatti l’Arera impose il prezzo di cessione a 0.058kw/h euro, nella nostra area geografica. In quel periodo l’energia elettrica veniva pagata circa 3 o 4 volte tanto, ma ciò significa che anche le utenze del Comune avevano quei costi per il proprio funzionamento. Si può quindi dire che gli impianti fotovoltaici comunali erano un importante strumento per consentire al Comune, e di conseguenza alla cittadinanza, di risentire molto meno dell’impatto della crisi.

L’extraprofitto degli impianti rinnovabili a cosa è servito?
I proventi vengono interamente utilizzati dal Comune per erogare i servizi per i cittadini.

Gli impianti comunali sono fotovoltaici o di altro tipo? Dove sono installati?
Il Comune possiede sette campi di fotovoltaico per un’estensione di 1.500 metri quadrati e di 7,5 Megawatt di potenza, installati nella periferia del Paese. Nel 2025 sono stati prodotti 6,5 Gigawatt di energia.

A che punto è il contenzioso sugli extraprofitti?
Il Gse ha inviato due diffide, una relativa agli importi “indebitamente” incassati nel 2022 e una relativa a quelli del 2023. Entrambe sono arrivate tra marzo e maggio del 2026. Inizialmente, nel 2022, la somma da restituire era di 900.000 euro, poi è cresciuta perché il Gse ci ha chiesto la restituzione anche delle somme incassate nel periodo gennaio-giugno 2023.

Avete presentato un ricorso al Tar?
Nessun ricorso, ma siamo in attesa degli esiti di altri procedimenti innanzi al Tar e al Consiglio di Stato. Nel momento in cui quei procedimenti andranno a definizione si deciderà una strategia.

Sono 1200 i Comuni ad aver ricevuto le diffide di pagamento sugli extraprofitti da parte del Gse.
Sì, noi siamo in contatto con altri Comuni dell’Emilia- Romagna (Rolo e San Martino in Rio) e con il Comune di Fontanelle nel Trevigiano, ma sappiamo che ci sono molti altri enti con importi da restituire e diffide, anche se noi siamo quelli con la cifra più elevata.

C’è una trattativa in corso con Gse e ministero, sugli extraprofitti da rinnovabili?
Dalle informazioni in nostro possesso al momento potrebbero esserci delle interlocuzioni, ma non abbiamo informazioni dirette.