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F1 GP Ungheria | Disastro Ferrari a Budapest, Vasseur: “Abbiamo commesso troppi errori”


da Budapest, Ungheria

Disastro Ferrari a Budapest. La Scuderia di Maranello ha chiuso al quarto e quinto posto con Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Ci si aspettava decisamente di più dalla SF-26 all’Hungaroring, con le premesse di vittoria che non sono state per nulla rispettate. La vettura non è mai riuscita a tenere il ritmo di McLaren, Mercedes e Red Bull, e per di più l’esecuzione in pista non è stata delle migliori, con errori sotto diversi punti di vista, sia di scelte, che di strategia e anche di manovre da parte dei piloti.

Un vero e proprio flop inaspettato, considerando le premesse della vigilia di questa ultima gara prima della pausa estiva di agosto.

L’analisi di Vasseur: errori di esecuzione e traffico in pista

Il bilancio lascia un sapore amaro all’interno del box di Maranello. Il rovesciamento dei valori rispetto alle sessioni del venerdì ha evidenziato le fragilità operative della squadra in una gara condizionata dalla difficoltà di effettuare sorpassi.

“Non è un buon risultato, poco ma sicuro – ha detto Fred Vasseur, team principal della Ferrari -. Dopo un venerdì chiuso in prima e seconda posizione ti aspetti molto di più rispetto a un quarto e quinto posto finale. La nostra è stata una gara caotica, aperta da una brutta partenza e proseguita con la penalità di Lewis, pit stop imperfetti e un passo poco costante. Il ritmo puro era discreto, nel primo stint eravamo nettamente più veloci di Verstappen e Piastri, ma senza aria pulita e con un solo punto di sorpasso non abbiamo mai avuto la minima opportunità di sfilare”.

Le difficoltà nel completare le manovre di sorpasso hanno congelato le posizioni delle due SF-26, costringendo i piloti a rimanere costantemente nelle scie turbolente delle monoposto avversarie.

“È difficile comprendere chiaramente il nostro potenziale reale, perché disporre di pista libera all’Hungaroring fa tutta la differenza del mondo. Oggi abbiamo commesso troppi errori: la scatto iniziale è stato insufficiente, c’è stata la sanzione a Lewis e ogni volta che ci siamo fermati ai box abbiamo perso sempre due o tre decimi, finendo per trascorrere l’intera gara bloccati. È andato tutto storto e dobbiamo fare un lavoro migliore alla domenica”.

Il flop strategico Ferrari e il rebus della durata delle Soft

A compromettere le chance di podio ha contribuito la lettura errata del degrado delle mescole. Il muretto della Ferrari ha anticipato le soste cercando la carta dell’undercut, ritrovandosi però vincolato a una scelta delle mescole penalizzante rispetto alla concorrenza.

“Sulle gomme abbiamo dovuto scommettere e oggi la scommessa non ha pagato – ammette Fred Vasseur -. Siamo rientrati prima di Max e ritenevamo ambizioso arrivare in fondo con le Soft, ma la realtà della pista si è rivelata diversa. Non avevamo svolto stint lunghi con tutte e tre le mescole nelle prove libere e siamo rimasti tutti sorpresi vedendo Verstappen completare quasi 37 giri sulle morbide, mentre con la mescola Hard abbiamo fatto molta più fatica. Col senno di poi, la sequenza ideale sarebbe stata Soft-Soft-Hard e non quella che abbiamo eseguito”.

L’inattesa tenuta della mescola morbida sulla Red Bull ha colto di sorpresa gli ingegneri del Cavallino, rendendo inefficaci le contromisure adottate in regime di Virtual Safety Car.

“Abbiamo capito soltanto a venti giri dalla fine che la gomma Soft teneva benissimo il decadimento prestazionale. Siamo andati sulla Soft nell’ultima sosta perché le nostre Hard erano più usurate. Cercando l’undercut sei costretto ad anticipare le mosse senza poter reagire a quello che fanno gli altri. Norris da solo in testa volava, mentre noi eravamo bloccati dietro Piastri con un ritmo superiore che non potevamo sfruttare”.

La penalità di Hamilton e il rifiuto dei giochi di squadra

Oltre alle indecisioni tattiche, la domenica di Hamilton è stata segnata dalla sanzione di cinque secondi incassata per aver superato il limite di velocità lungo la corsia dei box, arrivata per un’infrazione infinitesimale.

“L’infrazione di Lewis in pit lane è stata di appena 0,1 km/h oltre il limite degli 80 km/h, considerando la tolleranza FIA fissata a 80,5 km/h – sottolinea Vasseur -. È una misurazione automatica, o è bianco o è nero, e quando un fine settimana prende una piega storta anche un solo decimo ti punisce. In quell’occasione c’è stato un bloccaggio delle ruote prima della linea che ci è costato un paio di decimi, seguito dalla foga di ripartire al limite. Non si possono accumulare tutte le sanzioni di Lewis in un unico giudizio: l’episodio con Russell in Belgio era un incidente di gara, oggi si è trattato di una successione di imprecisioni”.

Il team principal ha inoltre chiarito la decisione di non congelare le posizioni tra i due compagni di squadra nel finale, evitando di chiedere a Leclerc di rallentare per salvare la posizione di Hamilton: “Sarebbe stato del tutto ingiusto chiedere a Charles di rallentare il proprio ritmo per proteggere la posizione di Lewis dopo la penalità”.

Bilancio di metà stagione: sviluppo e prospettive dopo la pausa

Nonostante la domenica negativa di Budapest, il bilancio prima della sosta estiva permette alla Ferrari di mantenere una posizione solida nella corsa al campionato nei confronti dei diretti inseguitori.

“La prima parte di stagione ha espresso due fasi distinte: fino alla Spagna McLaren e Mercedes volavano, accumulando circa cento punti più di noi in poche gare. Dopo Barcellona siamo cresciuti, segnando più punti della Mercedes. Oggi l’esecuzione in pista è stata insufficiente, mentre finora aveva rappresentato il nostro punto di forza. Sappiamo di dover progredire sul lato motore e lo faremo, pur con tempi di sviluppo tecnici inevitabilmente più lunghi rispetto a quelli del telaio”.

L’attenzione si sposta ora sulla ripresa del campionato ad agosto sul circuito di Zandvoort, dove la Ferrari è chiamata a cancellare l’opaca prestazione magiara.

“Oggi abbiamo la sensazione netta di aver disputato una gara ben al di sotto delle nostre possibilità reali – conclude Vasseur -. Eppure, anche in una domenica così caotica, abbiamo portato a casa più punti della Mercedes nel mondiale costruttori. Dobbiamo mantenere lo slancio nei prossimi dodici Gran Premi, migliorando la vettura in ogni area per giocarci le nostre carte”.

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