da Budapest, Ungheria
Inizia nel migliore dei modi il weekend della Ferrari. Hamilton e Leclerc hanno chiuso il venerdì del Gran Premio d’Ungheria in prima e seconda posizione, con il britannico che ha staccato di un decimo e mezzo il suo compagno di squadra e addirittura di mezzo secondo Lando Norris, terzo e primo degli inseguitori delle due vetture costruite a Maranello. Così come è stato più volte detto alla vigilia, l’Hungaroring sembra sposarsi alla perfezione con la SF-26 e, specialmente nel giro secco, la differenza con la concorrenza appare lampante.
Chiaramente avremo risposte più concrete nella giornata di domani, specialmente dopo le FP3. Per quanto riguarda il passo gara invece, le prestazioni tra Ferrari e Mercedes sembrano livellarsi, con la Rossa che si dimostra assolutamente della partita, ma la W17 è comunque lì.
Nel secondo turno di prove libere, la Ferrari ha espresso una netta superiorità nel guidato dell’Hungaroring. Hamilton ha siglato il riferimento di giornata fermando il cronometro sull’1:18.729, seguito da Leclerc in 1:18.877. Dietro di loro si è scatenata la bagarre per le posizioni di rincalzo, ma il distacco inflitto alla McLaren di Norris (1:19.228) e alla Red Bull di Max Verstappen (1:19.421) evidenzia la qualità del lavoro svolto a Maranello nella definizione dell’assetto per il tracciato ungherese.
Nonostante il margine rassicurante nei confronti degli avversari, i due alfieri della Scuderia mantengono la concentrazione alta, ben consapevoli di come le condizioni dell’asfalto e dell’ambiente possano variare sensibilmente nelle sessioni decisive.
“Nel complesso è stata una giornata positiva – sottolinea Hamilton analizzando le due sessioni del venerdì -. Le condizioni erano piuttosto impegnative, con il vento che ha reso le cose un po’ più complicate e una pista piuttosto sconnessa in alcuni tratti. La vettura si è comportata meglio nella seconda sessione e tra un turno e l’altro abbiamo fatto dei buoni progressi, anche se ci sono ancora alcuni aspetti sui quali dobbiamo migliorare. Analizzeremo tutti i dati, continueremo a lavorare sul bilanciamento della vettura e speriamo di trovare ancora un po’ di prestazione in vista di domani”.
Dello stesso avviso è Leclerc, che ribadisce la necessità di affinare ogni dettaglio per respingere il ritorno dei rivali durante la caccia alla pole position.
“La nostra performance sembra buona e questo è un aspetto positivo – ammette il pilota monegasco -. Il weekend è ancora lungo, quindi dobbiamo rimanere concentrati e continuare a lavorare sodo per assicurarci di restare davanti anche domani. Mi aspetto qualifiche molto combattute. Non credo che il vantaggio visto oggi nei confronti dei nostri avversari sarà tale anche domani, quindi dovremo fare un lavoro perfetto. Se riusciremo a mantenere lo stesso feeling di guida sono convinto che potremo disputare una buona qualifica”.
Se sul giro singolo la SF-26 ha mostrato una straordinaria facilità di inserimento nel guidato magiaro, l’analisi delle simulazioni con pieno di carburante richiede una lettura attenta dei dati. Una valutazione superficiale dei long run indicava una Ferrari in affanno rispetto alla costanza della Mercedes. Però, andando a separare i crono ottenuti in aria pulita da quelli condizionati dai rallentamenti dovuti al traffico in pista, la mappa dei reali valori in campo si riallinea.
La chiave di lettura principale della simulazione gara risiede nel confronto diretto su mescola morbida tra Charles Leclerc e Kimi Antonelli. La prestazione reale della SF-26 emerge in modo chiaro: nei cinque giri disputati con pista sgombra, Leclerc ha fatto registrare una sequenza estremamente solida: 1:23.708 al primo passaggio, 1:23.755 al secondo, 1:24.219 al quarto, 1:24.944 al sesto e un ottimo 1:24.302 al nono e ultimo giro.
Il confronto reale a parità di gomma Soft indica dunque una sostanziale parità di passo tra la Ferrari di Leclerc e la Mercedes di Antonelli. Entrambi aprono lo stint sul piede dell’1:23.7 e contengono l’innalzamento dei tempi all’interno dell’1:24 basso nelle prime cinque tornate pulite, sfatando anche l’ipotesi di un crollo precoce delle mescole più morbide sulla Rossa.
Il filtro del traffico risulta fondamentale anche per decifrare il comportamento delle vetture equipaggiate con mescola Media.
Lewis Hamilton ha condotto un long run di sei passaggi sulla C4. La sequenza di Hamilton in aria pulita rispecchia un degrado del tutto fisiologico per l’Hungaroring: apertura in 1:24.434, stabilizzazione a 1:24.611 e 1:24.809, per poi chiudere lo stint sui tempi di 1:25.170 e 1:25.155. Il passo della SF-26 con gomma gialla non è esplosivo come sul giro secco, va detto, ma si dimostra costante.
Le premesse per la giornata di sabato indicano una Ferrari pronta a recitare un ruolo di primo piano. La capacità di estrarre la massima prestazione dalla mescola Soft in ottica qualifica potrebbe essere fondamentale in vista della gara di domenica.
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