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Fakir era positivo alla cocaina. Il legale: «Da stabilire la quantità, ma non cancella l'accaduto. Cerchiamo la verità»


Arriva il risultato del primo test condotto su Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto lo scorso 19 luglio durante un intervento della polizia a Bologna: positivo alla cocaina. Lo ha reso noto il legale della famiglia Fakir, Fabio Anselmo, che invita ad attendere gli esiti degli esami tossicologici prima di esprimersi liberamente sulle cause del decesso del suo assistito. «Il primo test sulla cocaina è positivo e sarà quindi necessario stabilire con precisione quantità, tempi e reale incidenza di quella sostanza, ma per qualcuno sembra già sufficiente per trasformarla nella spiegazione di tutto, cancellando ciò che è accaduto davanti ad una telecamera».

Per stabilire l'effettiva incidenza della sostanza sulla morte dell'uomo serviranno infatti ulteriori accertamenti, tra cui prelievi e analisi i cui risultati arriveranno nei prossimi giorni. A giudizio verranno presi in esame anche i segni sulla schiena e le lesioni ai polsi riportati da Fakir dopo l'aggressione. «Una cosa è certa e non è seriamente né onestamente possibile metterla in discussione: droga o non droga, senza quell'intervento, senza quella compressione violenta e prolungata, Fakir non sarebbe morto in quel modo e in quel momento».

La ricostruzione dell'accaduto

Il 19 luglio in Via Svevo al Pilastro di Bologna, Abderrahim Fakir era stato placcato durante un intervento della polizia. La vicenda era diventata virale online dopo la condivisione di un video che ritraeva Fakir immobilizzato a terra. L'episodio ha ricordato a molti quanto successo nel 2020 a George Floyd, l'afroamericano che ha perso anch'esso la vita in seguito ad un intervento della polizia. “I can't breathe”, diceva Floyd. “Non respiro”, urlava Fakir. 

Anselmo e la famiglia di Fakir attendono quindi i risultati degli esami tossicologici. «Siamo pronti ad affrontare anche questo passaggio perché gli accertamenti scientifici devono servire a cercare la verità, non a costruire in anticipo una verità più comoda».

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