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Fakir, primi risultati dell'autopsia: "Sangue vivo nei polmoni e ipotesi schiacciamento" | Il legale dei poliziotti: "Nessuna frattura"


Presenza di sangue vivo nei polmoni e ipotesi schiacciamento. Sarebbero questi, secondo quanto emerso, alcuni degli elementi emersi dall'autopsia effettuata sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna dopo essere stato fermato da due agenti. Riguardo a questi due elementi, resterà da stabilire in futuro se lo schiacciamento sia dovuto a un eventuale eccessivo utilizzo della forza quando l'uomo era ancora in vita, oppure se sia sopravvenuto post mortem per le manovre rianimatorie. Allo stesso modo resta da stabilire se la presenza di sangue nei polmoni sia dovuta all'eventuale uso di cocaina da parte di Fakir o a una eccessiva compressione. Secondo quanto riferito dal legale dei due poliziotti, dall'autopsia non sarebbero emerse fratture ossee: "L'accura analisi condotta in sede autoptica non ha fatto emergere alcunché riferibile a una azione eccessiva, violenta, da parte dei due agenti".

I dubbi ancora da sciogliere

 I primi risultati dell'autopsia sul corpo di Fakir confermerebbero, dunque, quanto già emerso dalla Tac, e cioè che i polmoni erano pieni di sangue. Un elemento che farebbe ipotizzare che l'uomo possa essere morto soffocato dal proprio liquido ematico. L'asfissia conseguente sarebbe, secondo i primi riscontri medico-legali, la causa più probabile del decesso. Saranno comunque i periti incaricati dalla Procura a stabilire entro 90 giorni se l'emorragia sia stata la causa diretta della morte oppure una concausa insieme ad altri fattori.

I nodi da sciogliere restano ancora molti. Tra i quesiti affidati agli specialisti rientra anche l'analisi degli eventuali mezzi di contenimento utilizzati dalla polizia nel corso dell'intervento, compreso il ricorso alla forza fisica e all'uso dello spray al peperoncino, per accertare se abbiano avuto un ruolo nella dinamica che ha portato alla morte dell'uomo.

Il legale degli agenti: "Nessun segno di violenza o infrazioni ossee"

 "L'esubero da parte dei poliziotti non si registra. Non c'è nessun tipo di segnale di violenza o di infrazioni ossee, soprattutto alle costole, che invece sono gli elementi che normalmente si rilevano in questo caso, quando si parla di una persona che è stata impedita dal respirare per lo schiacciamento fino a non poter più inalare aria", ha detto Gabriele Bordoni, l'avvocato dei due agenti che hanno bloccato a terra Fakir

"Da quello che mi è stato riferito dal mio consulente - aggiunge il legale -, quelli che sono gli indicatori tipici dello schiacciamento posteriore, cioè dell'uomo messo a terra e schiacciato fino a fargli impedire di dilatare la cassa toracica, sono totalmente assenti". Sulla presenza di sangue nei polmoni di Fakir, invece, Bordoni dice: "Bisognerà giungere una determinazione chiara di quell'infarcimento emorragico polmonare che però può avere una serie di origini diverse tutte compatibili con i dati che sono emersi dall'attività autoptica".

Alla domanda se l'emorragia sia sicuramente riferibile al momento dell'intervento dei due poliziotti l'avvocato risponde: "Non è detto". Di certo, spiega il legale, "non è un sanguinamento post-mortem, ma un sanguinamento vitale". Infine, sullo "schiacciamento dei polmoni" riscontrato sul cadavere, dice: "È con molta probabilità riportabile alle attività svolte dai sanitari per cercare di animarlo".

Le parole del medico: "Autopsia complessa"

 L'autopsia sul corpo di Fakir è terminata dopo 6 ore. Il medico legale Benedetto Vergari, consulente dei quattro volontari della Croce Rossa presenti in via Svevo, ha dichiarato: "È stato un esame molto complesso, bisogna attendere gli esiti degli approfondimenti eseguiti. Non possiamo dire nient'altro: è una questione di rispetto per quello che è accaduto e segreto professionale. È stato un esame molto particolareggiato e approfondito, ma è un caso molto complesso e bisogna attendere".

"Fakir aveva un appuntamento al centro di salute mentale a Bologna"

 A quanto emerge, prima della sua tragica morte, Fakir sarebbe stato preso in carico dal centro di salute mentale a Bologna. Il 42enne doveva incontrare gli specialisti del centro di salute mentale per una seconda volta nei primi giorni di agosto.

L'uomo, che aveva effettuato un primo accesso al pronto soccorso all'ospedale Maggiore di Bologna del 20 giugno, per un problema di tipo psichiatrico, era stato poi indirizzato a un centro di salute mentale, dove si presentò nei giorni successivi. L'agenzia Ansa ricostruisce le ultime settimane di vita Fakir, probabilmente attraversato da un tormento che non gli dava tregua. Stando a quanto riporta l'agenzia stampa, il 42enne fu visitato al centro di salute mentale, gli fu fatta una prima diagnosi e confermata una terapia. I sanitari avevano fissato un successivo appuntamento per i primi giorni di agosto per proseguire con la terapia.