
di Sonia Amaolo
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mercoledì 9 settembre 2026, 03:00
PORTO SANT'ELPIDIO Continua la chiusura di negozi alla Faleriense e la difficoltà del commercio nella zona periferica, quella che dopo l'estate, senza più i turisti, fatica a sopravvivere. Il quartiere a sud-est, senza le fabbriche, che ancora resistono nell’entroterra, oltre al mare ha i negozi, ma sono sempre meno. Salgono i timori perché a fine mese chiuderanno quattro attività nel giro di duecento metri, tra lungomare e piazza, in via Marina e piazza Fratelli Cervi. Quattro attività commerciali importanti: due generi alimentari, una pizzeria e un supermercato nel palazzo verde.
Chiusure che seguono ad altre: bar, negozi di abbigliamento, vetrine abbassate e riaprirle è un’impresa impossibile. I quattro negozi che chiuderanno a fine settembre sono attività storiche, aperte da venti/trent’anni. Per fortuna piazza arriveranno una panetteria e un bar; vicino al resort Le Mimose hanno aperto il ristorante di pesce del livornese e un bar, all’angolo tra via Marina e via Milano ha chiuso invece una rosticceria, ma è subentrato un kebab. Restano chiusi altri locali: tra via Milano e via Faleria sulla rotatoria, sul lungomare, e in via Milano non ha aperto più l’area camper che si prevedeva per l’estate. Ogni commerciante ha le sue motivazioni: chi va in pensione, chi si trasferisce a Lido di Fermo perché ci abita, chi accorpa le attività per cui, dove prima moglie e marito avevano due negozi, ora ne tengono uno. Il Comune interviene, ha previsto un investimento di 5 milioni di euro per la Faleriense, consapevole del problema.
Sul tavolo c’è un progetto di rigenerazione su più direttrici: nuova viabilità, spazi per la socialità, rilancio del commercio con agevolazioni su affitti e ristrutturazioni.
Ma una bella fetta di popolazione è anziana e la chiusura di negozi alimentari diventa un problema sociale. Vicino alla ferrovia è rimasto solo un generi alimentari: ha chiuso anche il negozio di frutta e verdura in via Ancona e la macelleria apre solo la mattina. «La situazione è difficile, tra caro carburante, costi alle stelle, situazione internazionale critica. La crisi si sente - dice il presidente dell’associazione di quartiere Giuseppe Polimeno – ma le chiusure a settembre erano previste da tempo. La speranza è che i lavori di rigenerazione del quartiere partano. Credo che, migliorando la fruibilità, l’accessibilità degli spazi, si aprano nuove prospettive per il commercio. Un quartiere più accessibile è un quartiere più appetibile, quindi più vivo».
A Ferragosto la giunta ha approvato il progetto.C'è un milione e mezzo per via Marina: nuova pavimentazione, marciapiedi, illuminazione, spazi pubblici.
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