Il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista Davice Faraone attacca Ismaele La Vardera definendolo, dopo i suoi attacchi a Pd, M5s e Iv, il “cavallo di Troia" della Meloni nel centrosinistra. ”Si deve dare una calmata. Perché un conto è essere vivaci, un altro - afferma il deputato nazionale - è scambiare il centrosinistra per un tiro al bersaglio quotidiano. Ha aderito a Progetto Civico annunciando di voler stare stabilmente nel centrosinistra, dopo avere saltellato un po’ qua e un po’ là. Benissimo. Solo che da quel momento ha cominciato a sparare, metodicamente, contro praticamente tutti quelli con cui dovrebbe costruire l’alternativa alla destra. Ha messo veti su esponenti politici che lo hanno introdotto alla politica, ha sottratto parlamentari al Movimento 5 Stelle, accusa il Pd di oscure manovre ai suoi danni, attacca Renzi e riesce persino ad attaccare il sindaco di Agrigento del suo stesso movimento politico. Di questo passo, ancora qualche settimana e dovrà fondare una coalizione con se stesso. Sempre che nel frattempo non litighi pure con La Vardera".
Poi continua: “La domanda è semplice. È questo il modo di costruire un’alternativa alla destra? Considerare nemici tutti gli alleati - spiega Faraone - e vedere complotti dietro ogni angolo? E soprattutto risparmi a tutti le patenti di appartenenza al centrosinistra. Se c’è qualcuno che viene dalla destra è proprio lui: ricordo la sua candidatura a sindaco di Palermo sostenuta da Salvini e Meloni. Non gliel’abbiamo mai rinfacciata perché si può cambiare idea, e abbiamo fatto bene ad accoglierlo senza pregiudizi. Proprio per questo sarebbe consigliabile un po’ meno pulpito e qualche lezione in meno. Vuole candidarsi alle primarie? Lo faccia. Ne ha pieno diritto. Si confronti sui programmi, sulle idee, sulla Sicilia che immagina e provi a convincere gli elettori. È esattamente così che funziona una coalizione. Ma se pensa di costruire il centrosinistra sparando ogni giorno contro Pd, M5S, Italia Viva, Controcorrente e chiunque altro gli capiti a tiro, rischia di ottenere un solo risultato: fare il lavoro della destra. E a quel punto più che il nuovo protagonista del centrosinistra sembra il cavallo di Troia della Meloni. Gratis, per giunta”.
Intanto la scorsa settimana il leader di Controcorrente, a margine degli Stati generali del movimento, ha accolto con piacere l’adesione dell’ex magistrato Antonio Ingroia, entrato a far parte del movimento, ma manterrà i suoi ruoli di presidente di un movimento politico nazionale come Azione Civile e della Fondazione Spazio Legalità. La Vardera, che di recente si è trovato a dovere gestire la spinosa vicenda del vicesindaco di Agrigento, Michele Crosta, travolto dalle polemiche per un presunto abuso edilizio in una villa ricevuta in eredità, poche settimane fa aveva commentato con soddisfazione i risultato del sondaggio BiDiMedia secondo cui il movimento da lui fondato si attesterebbe intorno al 19.8% superando persino Fratelli d’Italia. “Sia chiaro - ha commentato l'ex Iena - i sondaggi sono solo indizi ma come nel caso di Agrigento poi si rilevano reali. E non è tutto perché anche la corsa a candidato presidente mi premia, dicendo chiaramente che potrei battere Schifani. La Sicilia e i siciliani vogliono cambiare”.