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Farmaci, medici in rivolta: "Ci tolgono la distribuzione. Spogliati dei nostri servizi"


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Il referente del sindacato Fimmg Casaroli boccia la circolare della Regione "Dopo l’incontro chiarificatore del 6 ottobre, valuteremo se fare sciopero".

L’aula didattica svuotata dopo la protesta dei medici

L’aula didattica svuotata dopo la protesta dei medici

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Stop distribuzione farmaci dalla medicina di gruppo. Così scatta la protesta dei medici, che annunciano possibili scioperi. Allo stato attuale vengono distribuiti in vari modi. La maggior parte dei farmaci acquistati in farmacia, alcuni distribuiti direttamente dal Usl, altri dalle farmacie per conto dell’azienda sanitaria. Un’ulteriore modalità di distribuzione, che a Ferrara riguarda circa mille persone, è quella in cui i farmaci vengono assegnati dai medici di medicina generale per conto dell’Usl.

Una recente circolare regionale del luglio scorso, però, fa sì che questa operazione non si possa più fare. Si tratta di una notizia che è stata appresa e comunicata ai medici di medicina generale nel corso di un corso di formazione professionale, tanto che la quasi totalità dei presenti, contrari e infuriati, hanno lasciato l’aula in segno di protesta.

Nel merito Claudio Casaroli, medico di medicina generale e rappresentante del sindacato Fimmg, sbotta e spiega: "Ci è stato presentato questo fatto dell’accordo attuato, trattasi di una circolare regionale che indica come dal primo novembre la medicina generale di gruppo non potrà più distribuire i farmaci. Si consideri che come servizio eroghiamo direttamente il farmaco, preparato dalla farmacia ospedaliera, che poi consegniamo ai pazienti, soprattutto quelle persone più fragili, come diabetici e anziani. Un servizio molto gradito ed evitava di andare alla ricerca del farmaco, magari con una formulazione generica dello stesso, che non risponde a quello di determinate ditte".

Il rappresentante provinciale di Fimmg, prosegue ricordando come: "Questo accordo deriva da indicazione della Federma alla Regione. Togliere questo tipo di servizio utile sarebbe sbagliato, considerando che permette anche un importante risparmio per i pazienti".

A questo punto Claudio Casaroli annuncia come: "Non escludiamo azioni di sciopero, se non si rivedranno queste decisioni. Siamo arrivati al punto dell’ennesima dimostrazione come la Regione, attraverso le aziende sanitarie, vuole depauperare i servizi di medicina generale associato gruppo. In quanto si tolgono i servizi importanti per la popolazione. Infatti, il rischio che saranno tolti anche servizi quali prelievi del sangue e quello del cup, un danno verso quelle persone di una certa età e fragili. Inoltre, la medicina di gruppo potrebbe arrivare al punto di valutare anche di licenziare del personale, in quanto vengono meno certi servizi. Se fosse così si andrebbe ad indebolire il rapporto fiduciario tra medico e cittadino".

In conclusione Claudio Casaroli ribadisce: "Ci aspettiamo risposte concrete il 6 ottobre prossimo al tavolo dove l’azienda Usl dovrà dirci se tagliare o meno questo servizio e altri, che alla fine dei conti si ripercuote sulla medicina di gruppo e pazienti. In virtù di cosa emergerà da quest’incontro decideremo se fare azioni di sciopero, così non è più accettabile".

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