
Evangelisti: "Strumenti indispensabili". E Di Benedetto attacca Lepore. Castaldini (Forza Italia): "La sicurezza sia affrontata da tutta la politica".

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
"I Cpr in Emilia-Romagna sono strumenti indispensabili per la legalità. Il presidente Michele de Pascale sbaglia a liquidare il tema della sicurezza dei cittadini come ‘campagna elettorale’". Marta Evangelisti, capogruppo Fratelli d’Italia in Regione, si complimenta con il governo di Giorgia Meloni e con quanto detto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. "Bene che abbiano avviato le procedure per la realizzazione di nuovi centri in diverse regioni, tra cui l’Emilia-Romagna". E Bologna, ancora a parole, dovrebbe essere la città indicata. "È positivo che Bologna sia indicata tra le opzioni per ospitare la struttura regionale, con l’ipotesi di trasformare l’attuale Cas di via Mattei in un Cpr. Inoltre – prosegue Evangelisti – non stiamo parlando genericamente di lavoratori integrati. Come ha riferito il ministro Piantedosi alla Camera, ’la quasi totalità’ dei soggetti attualmente trattenuti nei Cpr risulta denunciata per gravi reati contro il patrimonio o contro la persona. Ignorare questa realtà sarebbe grave. Chi non ha diritto a rimanere in Italia deve essere rimpatriato. Città come Bologna, Modena e Reggio Emilia affrontano quotidianamente episodi di microcriminalità, spaccio e degrado. In questo quadro, la realizzazione di un Cpr in Emilia-Romagna rappresenta uno degli strumenti attraverso cui lo Stato può rafforzare il sistema dei rimpatri e il controllo dell’irregolarità", conclude la capogruppo di FdI.
Il consigliere comunale Matteo Di Benedetto invece parla di irresponsabilità del sindaco Matteo Lepore, il quale ha preferito non commentare le attuali ipotesi. "Lepore si dice contrario al Cpr a Bologna? Una posizione irresponsabile e contraria alla sicurezza della comunità. I Cpr servono a impedire la libera circolazione di chi, condannato per reati come spaccio, piccoli furti, o altri reati che non prevedono l’immediata incarcerazione, deve essere espulso. Servono quindi a impedire che queste persone compiano altri reati e possano essere espulse. Dirsi contrari a questi centri significa legittimare la presenza per strada di queste persone e quindi di fatto essere disposti ad accettare il ripetersi di questi crimini. Ci spieghi come lui intende limitare il moltiplicarsi di episodi criminosi di questo tipo. Vuole più reati per strada? Se la risposta è no, sia a favore e collabori per la reazione del centro".
Sul tema, tornato in voga dopo le parole alla Camera del ministro Piantedosi, è intervenuta anche la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini: "Mi auguro che nel dibattito politico emiliano-romagnolo la sicurezza possa essere finalmente considerata una priorità anche dal centrosinistra. Da anni si discute di Cpr a Bologna senza che si sia arrivati a un confronto risolutivo". Per questo Castaldini chiede maggiore dialogo tra le istituzioni, senza chiusure e giochi delle parti. "Un approccio divisivo, come quello di Lepore, non aiuta Bologna né contribuisce a costruire una risposta condivisa a un problema di tutto il territorio. De Pascale era partito nella direzione giusta: aveva riconosciuto che la sicurezza è un problema reale, da affrontare senza pregiudizi. Quell’apertura era stata importante. Per questo sarebbe un peccato interrompere un percorso di confronto. Quando un problema, come quello della sicurezza, è reale, la politica ha il dovere di affrontarlo. I Cpr non rappresentano certamente la soluzione a ogni problema – conclude Castaldini –, ma non possono nemmeno essere trasformati in tabù ideologico".
Nicholas Masetti
© Riproduzione riservata