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Festa a Erula per l’abito tradizionale con Caterina Murino, Pago e Valeria Marini  - L'Unione Sarda.it


Identità.

15 agosto 2026 alle 00:32

Ricostruito dopo due anni di studio e ricerche: martedì la presentazione 

Due indossatori d'eccezione, Caterina Murino e Pago, il campione mondiale Marco Melandri alla guida non di una moto ma della consolle da dj, e una madrina, Valeria Marini. In più 400 figuranti da tutta l'isola per il lancio dell'abito tradizionale, ricostruito dopo due anni di studio. “Erula in festa” proporrà martedì una serata di tradizioni, musica e spettacolo che avrà come cerimoniere Giuliano Marongiu, ideatore dell'evento, gratuito in tutte le fasi.

Il programma

Il cuore della manifestazione sarà il grande corteo identitario, preceduto da Su Cunzertu Antigu, “Su Cuntzertu Antigu” ensemble musicale di strumenti tradizionali sardi, composto da studentesse dell’Università di Cagliari. La sfilata partirà dalla sede del Municipio e attraverserà il paese per raggiungere Piazza Giovanni XXIII. Ad aprire il corteo la sindaca Marianna Fusco, insieme ai protagonisti della festa e ai rappresentanti delle realtà folkloristiche presenti. Tra i gruppi partecipanti Le Janas di Bosa, i gruppi folk femminili Norkalis di Orune, Ampuriesu di Valledoria, Santu Mateu di Chiaramonti, Iscola de Ballu Sardu Balar di Perfugas, oltre ai gruppi Folk e Mini Folk di Erula. Sul palco, dalle 20, si alterneranno musica, danza e spettacolo con Cecilia Concas, Lucia Budroni & Incantos, Andrea Zara, Gianbattista Longu e Peppino Bande, insieme agli altri protagonisti della serata. Il cantautore Pago proporrà inoltre un mini concerto con alcuni dei suoi maggiori successi e alcune delle più belle pagine della musica italiana. In chiusura il campione mondiale di motociclismo Marco Melandri col suo dj set, accompagnato dal vocalist Luca Carcassi.

L'abito ritrovato

La serata rappresenterà il momento culminante di un percorso durato due anni, durante i quali il Comune di Erula e, successivamente, il Laboratorio Piroddu di Sennori hanno lavorato alla ricerca e alla ricostruzione dell’abbigliamento tradizionale locale. Un lavoro basato sulle fonti storiche, sulla documentazione, sulle testimonianze degli anziani e sull’esame di manufatti originali risalenti alla metà dell’Ottocento. Fondamentale anche il contributo degli abitanti: Rosina Canopoli ha messo a disposizione il gilet e il copricapo appartenuti a zia Giorgia Pischedda, mentre Domenico Marras ha concesso in prestito due corpetti con copricapo appartenuti a Domenica e Francesca Canopoli. Un percorso che affonda le ragioni nella particolare storia di Erula, Comune autonomo dal 1988 ma comunità dalle origini molto più antiche. Le radici dell’insediamento risalgono infatti alla prima metà del Settecento e sono legate anche all’arrivo di famiglie di pastori provenienti prevalentemente da Aggius, Bortigiadas e Tempio Pausania. Una storia maturata in un territorio di incontro tra Gallura, Anglona e Monteacuto, le cui influenze sono state prese in considerazione anche nello studio dell’abito. Fondamentale il recupero della memoria orale, con le testimonianze degli anziani raccolte personalmente dalla sindaca Marianna Fusco: «Questo progetto costituisce anche un modo per avvicinare i più giovani alla storia di Erula, alla sua tenacia e alle sue caratteristiche identitarie; il passato determina il presente». Caterina Murino ha dichiarato: «Tanti di voi sanno quanto io sia innamorata delle nostre tradizioni popolari. Avrò l'onore di indossare il costume tradizionale». Se l'attrice sarà testimonial dell'abbigliamento femminile, per quello maschile è stato scelto il cantautore Pago.

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