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Filma un bambino che gioca al mare, davanti al suo lettino: «Occupa il mio spazio, riprendetevi vostro figlio». Scoppia la polemica


Una creator ha pubblicato su TikTok un video in cui riprende un bambino che gioca in acqua a pochi passi dalla propria sdraio su una spiaggia privata, lamentandosi che il piccolo stesse occupando lo spazio per cui aveva pagato. Il contenuto, diventato virale nel giro di poche ore, ha scatenato una polemica online, con gli utenti divisi tra chi difende la privacy della donna e chi la accusa di aver ripreso e diffuso l'immagine di un minore senza alcun consenso.

Il video e la caccia ai genitori

Nel filmato, pubblicato sull'account @sarahsstillhere, si vede un bambino in età da scuola elementare seduto in una pozza d'acqua accanto al lettino della donna. «Di chi è questo bambino? Perché è davanti alla nostra cabana a pagamento? Venite a riprendervi vostro figlio», scrive Sarah nella didascalia del video, aggiungendo poco dopo: «Ai genitori ormai non frega più niente».

Il post ha raccolto migliaia di commenti, per lo più critici. «"Cabana a pagamento." Il mare invece si vende a parte», ha scritto un utente, mentre un altro ha attaccato duramente la creator: «Odio chi riprende i figli degli altri e li pubblica online.

Smettetela». Non sono mancati però commenti a sostegno della donna: «Quindi giustificate un bambino lasciato incustodito vicino a degli sconosciuti in mare, ma non accettate che qualcuno voglia un po' di spazio personale?», ha obiettato un altro utente.

«Non è il mio compito sorvegliarlo»

Di fronte alle critiche, Sarah non ha fatto marcia indietro, anzi ha rilanciato con una serie di video di risposta. «Tutti sono arrabbiati con me perché voglio privacy e libertà dai bambini nel mio spazio personale; quasi nessuno si arrabbia per un bambino incustodito vicino al mare», ha scritto in una delle repliche, dicendosi incredula che i genitori lascino i figli tra le onde. In un altro video ha ribattezzato l'oceano «la macchina che affoga i bambini», giustificando così la propria insofferenza verso la presenza del piccolo accanto al lettino: «Se quel bambino si fosse alzato da quella pozza e fosse entrato dritto in mare per poi annegare, io non lo avrei fermato, per tanti motivi», ha dichiarato, aggiungendo di non sentirsi responsabile per i figli degli altri quanto lo è per i propri.

A giustificazione della sua reazione, la donna ha spiegato di trovarsi in vacanza su una spiaggia privata, dove aveva affittato non solo la cabana ma anche lo spazio antistante al proprio lettino: «Ho pagato esattamente il punto in cui sedeva quel bambino. Ho pagato perché lì non ci fosse nessuno», ha precisato. «È così che funziona sulle spiagge private. Forse su quelle pubbliche è diverso, non saprei: non ci sono mai stata in vacanza».

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