Secondo il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Renzo Pegoraro, sarebbe "opportuno che l'Italia adottasse l'obbligo di proporre a tutti i cittadini percorsi di cure palliative" con "l'onere di reperirne fondi e finanziamenti". Palazzo Chigi: "Le risorse per le cure palliative aumentate in modo progressivo"
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Il Vaticano è tornato a parlare del fine vita dopo l'approvazione in Veneto della legge sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito. Secondo il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Renzo Pegoraro, sarebbe "opportuno che l'Italia adottasse l'obbligo di proporre a tutti i cittadini percorsi di cure palliative" con "l'onere di reperirne fondi e finanziamenti". "Una buona legge sulle cure palliative, in Italia, c'è già", ma "chi si propone a difensore della vita deve anche trovare i soldi per implementarle", ha aggiunto in un'intervista ad Avvenire.
Per Pegoraro, "non esiste alcun diritto all'aiuto al suicidio" ma "l'obbligo in capo allo Stato di prendersi cura, e anche di rispettare la volontà del singolo di non ricevere trattamenti". Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha poi lanciato un appello finale: "Meno armi e più cure palliative".
Non ha tardato ad arrivare la risposta di Palazzo Chigi alle dichiarazioni di Pegoraro. "Il quadro complessivo dimostra come il governo abbia progressivamente accresciuto le risorse per le cure palliative, affiancando all'incremento dei finanziamenti nuovi meccanismi di verifiche volte a garantirne l'effettivo utilizzo da parte delle Regioni", hanno riferito fonti del governo. "L'obiettivo rimane quello di fornire gli strumenti per ridurre il più possibile le condizioni di estrema difficoltà dei pazienti che hanno gravi patologie e dei familiari che sono al loro fianco", hanno ribadito.