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Finta rapina di gioielli, a Pesaro ci casca anche un ventenne. La beffa: ha consegnato tutto al truffatore su indicazione del padre


Finta rapina di gioielli, a Fano ci casca anche un ventenne. A casa su indicazione del padre ha consegnato i valori al truffatore
Finta rapina di gioielli, a Fano ci casca anche un ventenne. A casa su indicazione del padre ha consegnato i valori al truffatore

di Luigi Benelli

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venerdì 4 settembre 2026, 02:45 - Ultimo agg. : 12:34 | 2 Minuti di Lettura

PESARO - La truffa della rapina in gioielleria, ma questa volta i malviventi convincono la vittima ad allontanarsi da casa. E’ una sostanziale variazione sul tema del raggiro legato a un furto di gioielli. Un pesarese di 65 anni è stato chiamato da un finto carabiniere che ha detto che c’era stata una rapina in gioielleria e che il compito dei militari era quello di controllare gli ori posseduti a casa per escludere che potessero essere oggetto del furto. Il delinquente ha anche detto che l’auto dell’uomo era stata utilizzata per compiere la rapina. 

Quindi non c’era tempo da perdere se si voleva evitare una denuncia e che i militari sarebbero passati a controllare i gioielli di casa per escludere che fossero gli stessi oggetto di furto. La preoccupazione di finire nei guai con la legge è cresciuta, così che l’uomo ha abbassato le difese, acconsentendo alle richieste del truffatore. Ma qui arriva il piccolo colpo di scena. Il finto carabiniere ha convinto l’uomo al telefono a uscire di casa per recarsi in caserma per fornire alcuni dettagli e indicazioni sull’auto e su dove fosse la sera della rapina. Il truffatore ha anche aggiunto che un incaricato sarebbe passato di lì a poco a verificare i gioielli. Così l’uomo è uscito e in casa è rimasto il figlio 20enne pronto a mostrare i gioielli. Un finto militare ha suonato al campanello e il ragazzo ha aperto e mostrato i gioielli. A quel punto con la scusa di doverli confrontare con le foto fatte a quelli che erano stati rubati da poco, il finto carabiniere li ha presi e portati via. Il valore è ancora da quantificare, ma si parla di qualche migliaio di euro, oltre chiaramente al valore affettivo dei monili. Poco dopo si è scoperta la truffa e tutto è stato denunciato ai carabinieri, quelli veri, che hanno avviato le indagini partendo dalla descrizione di chi si è presentato a casa e immagini di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso l’auto.

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