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Finti vescovi sul palco di 90 Wonderland, scoppia la bufera: «Non si può offendere la fede». Gli organizzatori chiedono scusa


CAORLE (VENEZIA) - Un finto Vescovo sul palco tra i figuranti: scoppia la polemica durante il 90 Wonderland a Caorle. Il noto evento, andato in scena sabato sera sulla spiaggia della Madonnina, è stato caratterizzato dalla presenza delle migliori hit che hanno preceduto il nuovo millennio. Tra i pezzi che hanno fatto cantare intere generazioni non sono mancate alcune coreografie, con uscite di vari personaggi che hanno ripercorso l'epoca, come per esempio Aladdin, l'uomo ragno e Super Mario Bros. Ma tra i vari costumi, a un certo punto, sono comparsi a ritmo di musica anche quelli di due sacerdoti, uno con tunica nera e una bianca. Una circostanza che non è piaciuta a parte del pubblico, considerata la vicinanza dell'evento al Santuario della Madonna dell'Angelo, icona di Caorle e tra i punti di riferimento della religiosità dell'Alto Adriatico.

LA POLEMICA

La polemica è corsa anche sui social network. «La libertà artistica – si legge in un post - non può diventare un pretesto per deridere la fede, i suoi simboli e coloro che la rappresentano». A stretto giro il Comune di Caorle è intervenuto dopo l'accaduto prendendo le distanze. «Il sindaco e l’Amministrazione Comunale – si legge in una nota - esprimono il proprio dissenso e profondo rammarico per quanto accaduto in occasione del Double Flavor Music Festival, un evento che avrebbe dovuto rappresentare un momento di festa, musica, aggregazione e condivisione. Non possiamo che stigmatizzare comportamenti che sono risultati offensivi e irrispettosi nei confronti della devozione religiosa che ci accomuna e accomuna tanti nostri concittadini, tanto più quando tali atteggiamenti si verificano nelle immediate vicinanze di uno dei luoghi simbolo della fede e dell’identità della comunità caorlotta. Riteniamo pertanto doveroso prendere le distanze da quanto accaduto e ribadire che Caorle è e vuole continuare a essere una città capace di ospitare eventi e manifestazioni, ma sempre nel rispetto della propria identità, delle proprie radici e del sentire di tutti».

IL FESTIVAL

Il 90 Wonderland faceva parte del Festival Double Flavor, una quattro giorni di musica iniziata a Caorle il 6 e terminata domenica 9 agosto. L'esibizione dedicata agli anni Novanta è molto nota, con diverse tappe in tutta Italia. L'uscita con i costumi dei sacerdoti è durata qualche minuto, giusto il tempo di qualche canzone presente in scaletta. Le scuse per l'accaduto sono arrivate ieri anche dagli stessi organizzatori del Double Flavor . «Durante lo spettacolo di 90 Wonderland di sabato sera – commentano - una parte della performance ha urtato la sensibilità della comunità religiosa e di alcune persone presenti. Non era nostra intenzione offendere nessuno e ci dispiace che sia accaduto. Come organizzatori ci assumiamo la responsabilità di ciò che sale sul nostro palco. Quella parte dello spettacolo non ci era stata anticipata. Ce ne scusiamo. Ma vogliamo essere altrettanto chiari: Double Flavor nasce e cresce nel rispetto di Caorle, della sua comunità e del luogo straordinario che ci ospita. Lo abbiamo dimostrato negli anni e continuiamo a farlo mettendo tempo, energie e cuore in un evento pensato per le persone. Quattro giorni di musica, spettacolo e condivisione, conclusi quest’anno anche con Rundom, una corsa nata per unire sport e solidarietà e sostenere le realtà del territorio. Un episodio – concludono gli organizzatori - non rappresenta lo spirito di Double Flavor. Ringraziamo il Comune di Caorle per aver creduto e collaborato con noi alla realizzazione dell’evento e comprendiamo la sensibilità della comunità della Madonna dell’Angelo. A chi si è sentito offeso diciamo semplicemente: ci dispiace. Non era questo il messaggio che volevamo portare sul palco. E non è questo ciò che siamo».