ROVIGO/PADOVA - «Suo figlio è in fin di vita. Per salvarlo serve un farmaco da 40.000 euro». Con queste parole è scattata la trappola che ha portato un'anziana rodigina di 85 anni a consegnare tutti i suoi gioielli a un truffatore nel pomeriggio di sabato 29 agosto.
Poche ore dopo un 20enne polacco, colui che materialmente si è presentato a casa della vittima ed è fuggito con la refurtiva, è stato arrestato alla stazione dei treni di Padova. Proseguono però le indagini alla ricerca dei complici: almeno uno, ossia colui che ha telefonato all'anziana spacciandosi per medico.
Come da copione nelle truffe agli anziani, tutto è cominciato con una telefonata all'anziana. A chiamarla mentre è nella sua abitazione di Rovigo - come da lei stessa poi raccontato - è un uomo con accento campano. Dice di essere un medico dell'ospedale di Montegrotto Terme. Spiega che il figlio della donna è ricoverato in condizioni gravissime, rischia di morire e per salvarlo serve un farmaco che costa 40.000 euro.
Sono tutte bugie, ma il truffatore ha carpito varie informazioni relative all'85enne, sa che ha un figlio, ne conosce il nome. Fa tutto parte di una consolidata strategia criminale con cui organizzazioni specializzate in questo tipo di truffe individuano le potenziali prede.
Tanto basta per terrorizzare l'anziana. Quei 40.000 euro deve pagarli lei, naturalmente. Ma lei stessa spiega al finto medico che non ha così tanti contanti. Poco male: «Raccolga tutti i gioielli che ha in casa, mando un mio collaboratore a ritirarli» dice l'uomo campano tenendola sempre al telefono per impedirle di chiamare qualche parente o le forze dell'ordine. L'85enne, ormai in confusione, esegue.
Poco dopo alla sua porta si presenta il 20enne polacco, lei consegna due buste scure piene di tutti i suoi gioielli per un valore complessivo di circa 15.000 euro.
Il giovane si fa consegnare il bottino e sparisce. I fili della vicenda si riannodano poche ore dopo alla stazione dei treni di Padova, dove la polizia nota il ragazzo mentre acquista un biglietto del treno. Gli agenti sono insospettiti dal suo atteggiamento guardingo. Lo fermano per identificarlo. Lui è agitato, rifiuta di mostrare i documenti e di dire da dove arrivi e dove sia diretto. Viene perquisito e nello zaino vengono trovate due buste scure piene di gioielli da donna. Anche in questo caso il giovane non sa spiegare di chi siano e perché le porti con sé.
Proprio a fronte di molti analoghi precedenti relativi a truffe agli anziani, la situazione viene approfondita alla ricerca di casi di raggiro commessi nelle ore precedenti tra il Padovano e le zone limitrofe. A quel punto la polizia di Padova ha un riscontro dai colleghi di Rovigo, da cui l'85enne si era recata per sporgere denuncia capendo di essere stata truffata.
Tutto corrisponde: la descrizione delle buste e dei gioielli, nonché quella del giovane che si era spacciato per assistente del medico. Il 20enne polacco, incensurato, viene arrestato e trasferito in carcere in attesa dell'udienza di convalida. La refurtiva invece viene restituita alla proprietaria, ma le indagini non si fermano. Come in molti altri casi la vittima ha raccontato di avere ricevuto la telefonata da una persona che non poteva essere la stessa che si è poi presentata a casa sua. Vi è dunque almeno un altro soggetto coinvolto nel raggiro, che ha avuto il ruolo di centralinista e che ora la Squadra mobile sta cercando di indentificare.