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Fisco, oggi scade il termine per diversi versamenti: chi deve pagare


Introduzione

Per numerosi contribuenti italiani, oggi, 20 luglio 2026, rappresenta una data da segnare sul calendario. Entro questa scadenza sarà infatti possibile eseguire, senza alcun aggravio di interessi o maggiorazioni, diversi pagamenti legati alla dichiarazione dei redditi. Tra i versamenti previsti ci sono il saldo delle imposte relative al 2025 e il primo acconto dovuto per il 2026: si tratta di obblighi che riguardano imprese, lavoratori autonomi e alcune categorie di titolari di partita Iva. Ecco cosa sapere.

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Quello che devi sapere

Il riferimento normativo

A prevedere il rinvio è stato l'articolo 6 del decreto-legge 22 maggio 2026, n. 89, che ha differito il termine ordinario dal 30 giugno al 20 luglio senza applicare interessi o incrementi degli importi. La proroga modifica esclusivamente la data del pagamento, lasciando invariato l'ammontare delle somme dovute. Il beneficio riguarda soprattutto chi svolge attività economiche per le quali si applicano gli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) e rispetta i limiti di ricavi o compensi stabiliti dalla disciplina di riferimento.

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I soggetti interessati

Tra i soggetti ammessi rientrano:

Essere titolari di partita Iva, tuttavia, non è sufficiente per usufruire dello slittamento. Occorre verificare il proprio regime fiscale e accertare di possedere tutti i requisiti previsti.

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Chi non beneficia della proroga

Il rinvio al 20 luglio non si applica indistintamente a tutti i contribuenti. Restano infatti fuori dalla misura:

I tributi da versare

Per chi rientra nella proroga, entro il 20 luglio può pagare diversi importi risultanti dalla dichiarazione fiscale. Tra questi figurano:

Nella scadenza rientra anche il saldo Iva annuale 2025 per i contribuenti che avevano già scelto di rinviare il pagamento rispetto alla scadenza di marzo. In questa situazione continua ad applicarsi la maggiorazione dello 0,40% maturata fino al 30 giugno, mentre il differimento al 20 luglio non determina ulteriori aumenti.

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Come eseguire il pagamento

I versamenti devono essere effettuati mediante modello F24. I titolari di partita Iva sono obbligati a utilizzare esclusivamente i canali telematici, come i servizi dell'Agenzia delle Entrate, l'home banking oppure un intermediario abilitato. Chi non possiede una partita Iva può ancora ricorrere al modello cartaceo soltanto nei casi espressamente consentiti dalla legge. Gli F24 con saldo pari a zero, invece, devono essere trasmessi esclusivamente in modalità telematica.

Cosa accade dopo la scadenza

Chi non riesce a effettuare il versamento entro il 20 luglio può ancora pagare entro il 20 agosto 2026, applicando una maggiorazione dello 0,80% sulle somme dovute. Quando la normativa lo consente, è inoltre possibile optare per la rateizzazione del debito. In questo caso l'importo viene suddiviso in più quote sulle quali si applicano gli interessi previsti dalla disciplina fiscale. Prima di inviare il modello F24 è comunque opportuno controllare con attenzione gli importi da versare, il primo acconto, gli eventuali crediti utilizzabili in compensazione e l'esattezza dei codici tributo, così da evitare errori che potrebbero richiedere successive correzioni.

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