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domenica 30 agosto 2026, 11:47 - Ultimo aggiornamento: 11:56
Non c'è pace per i boschi dei Monti Dauni. A distanza di poco più di ventiquattr'ore dal momentaneo spegnimento, le fiamme sono tornate a divorare la vegetazione attorno ad Alberona, piccolo borgo di poco più di ottocento anime in provincia di Foggia. Il rogo, divampato per la prima volta quattro giorni fa, ha ripreso vigore durante la notte alimentato dal forte vento e da settimane di siccità estrema, tornando a minacciare un'ampia porzione di bosco situata a circa mille metri di altitudine.
Dalla mattinata sono riprese a pieno ritmo le operazioni di spegnimento dall'alto con i lanci d'acqua da parte di un elicottero, mentre sul posto si attende il supporto di ulteriori mezzi aerei.
A terra lavorano senza sosta le squadre dei Vigili del Fuoco, gli operatori dell'Arif e i volontari della Protezione Civile. Per garantire il costante approvvigionamento idrico dei mezzi, i pompieri hanno allestito nei pressi del campo sportivo comunale una grande vasca dalla capacità di oltre settemila litri d'acqua.
Il riaccendersi dell'incendio ha provocato forte apprensione tra la popolazione locale. Una densa coltre di fumo ha invaso l'intero centro abitato, rendendo l'aria irrespirabile e spingendo diversi cittadini a manifestare il timore di dover abbandonare temporaneamente le proprie case. Dai comandi dei Vigili del Fuoco arrivano tuttavia rassicurazioni sul fatto che le abitazioni non correrebbero alcun pericolo diretto e che il disagio è al momento limitato alla propagazione del fumo verso il paese.
La situazione ad Alberona s'inserisce in un contesto emergenziale che sta interessando gran parte della capitanata. Durante la notte le fiamme hanno avvolto aree boschive tra Vieste e Peschici, mentre altri interventi sono in corso a Sant'Agata di Puglia. A Monte Sant'Angelo si registrano invece riprese di focolai legati agli incendi dei giorni scorsi, su cui le squadre antincendio stanno già effettuando le minuziose operazioni di bonifica.
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