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Fontana dell'Appiani (progettata dall'archistar Botta) usata come doccia dai profughi: residenti in rivolta. Il sindaco: «Situazione inaccettabile»


TREVISO -  Il flacone dello shampoo appoggiato sul bordo della fontana, testa insaponata sotto il getto d’acqua con solo i mutandoni addosso: esattamente come fosse una doccia. Ma invece si tratta della centralissima fontana di piazza delle Istituzioni all’Appiani, progettata a inizio anni Duemila dall’archistar Mario Botta, utilizzata in pieno giorno come bagno pubblico dal gruppo di richiedenti asilo, per lo più di origine asiatica, che staziona al piano all’aperto del park Appiani. La scena è stata ripresa da un video sabato mattina. Ed è solo l’ultimo episodio di una situazione che sta diventando sempre più insostenibile e che i residenti hanno segnalato alle varie istituzioni senza però ottenere grandi risposte. Da quando al park Dal Negro sono cominciati i lavori per blindarlo con griglie anti intrusione e ingresso possibile solo col ticket della sosta a pagamento, chi sceglieva i piani sopraelevati per dormire ha traslocato all’Appiani dove è esponenzialmente aumentato il numero di senza fissa dimora. All’imbrunire sbucano un po’ ovunque giacigli di fortuna, una sera ne sono stati contati anche quaranta, che poi spariscono all’alba. Ma chi passa la notte all’aperto col fare del giorno può nascondere le coperte, ma non può scomparire. E quindi anche solo per lavarsi si arrangia anche facendosi la doccia in piazza. E non solo: per avere acqua potabile a disposizione, qualcuno ha iniziato a riempire furtivamente delle taniche usando le fontanelle di abitazioni private e condomini. Hanno preso di mira soprattutto quelle facilmente raggiungibili dalla strada, a cui è facile accedere solo allungando il braccio e aprendo il rubinetto senza chiedere il permesso a nessuno: anche qui i blitz sono stati ripresi da varie angolazioni. Il vero problema sono gli atteggiamenti molesti, le minacce rivolte verso i residenti chi si lamentano di questi atteggiamenti. Il tutto in un crescendo di tensione alimentata anche dall’azione della banda di minorenni terribili, tutti dai 14 ai 16 anni, che ha scelto proprio l’Appiani come teatro dove lasciarsi andare ad atti di vandalismo contro i plateatici dei bar e intimidazioni verso i coetanei che passano in zona. 

La rabbia

I residenti hanno deciso di farsi sentire a suon di Pec spedite a Comune, comando della Polizia locale e Prefettura: «Da tempo un gruppo di persone staziona e pernotta stabilmente nell’area (Appiani ndr) - si legge - il numero delle persone presenti è progressivamente aumentato e si verificano episodi ricorrenti di abbandono rifiuti e degrado dell’area». I problemi aumentano quando utilizzano le fontanelle private e i proprietari li invitano ad andarsene: «In alcune occasioni, quando vengono richiamati, reagiscono verbalmente in modo ostile, soprattutto quando sono presenti in gruppo». Di sera la situazione per via di «alcune delle persone che abitualmente stazionano nel parcheggio in evidente stato di alterazione, con comportamenti riconducibili all’abuso di alcol. Il disagio è particolarmente avvertito nelle ore serali al punto che alcuni residenti evitano di transitare a piedi nell’area». Il sindaco Mario Conte non nasconde il proprio disappunto: «Certe scene sono intollerabili, quella piazza non è un bagno pubblico. Andremo a verificare ma chiedo a tutte le autorità di applicarsi per trovare una soluzione. Il Comune fa già il massimo per dare accoglienza a chi non ha casa, ma c’è bisogno dell’impegno di tutti». E sempre in tema di sicurezza, ieri Conte ha scritto al prefetto Angelo Sidoti per denunciare la situazione che si sta creando in via Roma dove, sabato pomeriggio, una cameriera del Diemme caffè è stata aggredita da un cliente: «La nostra Polizia locale ha intensificato i controlli, ma adesso serve un segnale forte», intendendo il ripristino della zona rossa.

Lo sfogo

Le segnalazioni di quanto accade all’Appiani sono arrivate anche a Davide Acampora, consigliere comunale di FdI: «l’acqua -osserva - è un bene essenziale e nessuno pensa di negarla a chi si trova in difficoltà. Ma non è accettabile che una fontana pubblica venga utilizzata per lavarsi con il sapone o che siano i condomini a dover garantire, attraverso le proprie utenze e proprietà private, un servizio che dovrebbe essere organizzato e gestito dalle strutture competenti. I residenti mi riferiscono di assistere a un continuo scaricabarile tra istituzioni: hanno inviato diverse Pec senza alcuna risposta. Ma i cittadini non possono essere lasciati soli né costretti a capire ogni volta a chi spetti intervenire. Come consigliere comunale di maggioranza chiedo quindi alle istituzioni, a tutti i livelli, di intervenire per tutelare i cittadini e garantire decoro, igiene e pulizia».