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Ambrosetti, Vannacci: Europa diversa. Monti: 'In lei spirito fascismo'


Il senatore a vita e il leader di Futuro Nazionale si sono confrontati a Cernobbio, in particolare su Europa. L'ex generale: "Più che ReArm Europe serve ReBorn Europe". L'ex presidente del Consiglio si è invece espresso contro il programma di FN ritenendo che violi la Costituzione e aggiungendo che combatterà sempre "la retorica fascista"

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Acceso dialogo al Forum Ambrosetti, a Cernobbio , tra Mario Monti e Roberto Vannacci. I due si sono confrontati sull'Europa e non solo. "Più che ReArm Europe serve Reborn Europe", sono state le parole del leader di Futuro Nazionale. L'ex generale si è espresso contro i leader europei e ha spiegato la sua idea per cambiare l'Europa sostenendo che non tutti i Paesi scalpitano "per integrarsi nell'Ue". Il senatore a vita ha attaccato il programma e le idee promosse dal partito di Vannacci evidenziato che combatterà fino all'ultimo "il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo".

Monti a Vannacci: "Suo programma viola la Costituzione"

Mario Monti e Roberto Vannacci hanno dialogato sulle opposte idee sull'Europa e sull'Italia. L'ex premier, in particolare, ha evidenziato i punti del programma di Futuro Nazionale sui quali ha più di una perplessità. "Il suo programma in molti punti viola la Costituzione, la Carta fondamentale dei diritti umani dell'Unione Europea, la parità di genere e tante altre cose", ha detto Monti a Cernobbio nel confronto con Roberto Vannacci. Secondo Monti, il leader di Futuro Nazionale fa un doppio uso della Costituzione, violandola con alcuni punti del suo programma e usandola, "quando le fa comodo", per metterla al di sopra della Carta dei diritti umani dicendo che "nessun trattato internazionale o anche europeo può avere più valore giuridico della Costituzione nazionale". Il problema secondo Monti è che "anche una primordiale applicazione del suo programma metterebbe subito l'Italia fuori dall'Unione Europea e dall'euro". 

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Vannacci sulla ricostituzione del partito fascista

A margine del forum Teha a Cernobbio, Vannacci ha replicato a Monti affermando che nel programma di Futuro Nazionale, "non c'è nulla fuori dalla Costituzione. E comunque ricordo che dal 1948 a oggi la Costituzione è stata cambiata diverse volte". A tal proposito l'ex generale ha ricordato che l'ultima volta che la Carta fu modificata, l'intervento venne fatto da un governo di sinistra, "che cambiò il Titolo V". "Se oggi dovessimo riscrivere la Costituzione dopo 80 anni - ha chiesto Vannacci - la riscriveremmo uguale?. Forse qualcosa potrebbe essere adattata alla modernità". 

Monti sulla retorica fascista

Durante il dialogo, sempre riferendosi alle idee espresse da Vannacci, l'ex premier ha sottolineato che combattera "fino all'ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo". "Non vedo in lei la ricostituzione del Partito Fascista - ha spiegato l'ex presidente del Consiglio - ma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto". "Trovo in lei - ha proseguito - la ricostruzione della narrativa, della retorica dello spirito del fascismo, più o meno si dichiara la superiorità dell'Italia, degli Italiani e, vogliamo dire, della razza italiana". "Non ho mai ritenuto la popolazone italiana a priori inferiore - ha chiarito il senatore a vita - ma non necessariamente superiore alle altre popolazioni". "Qui - ha evidenziato - subentra il complesso Calimero, si insinua che noi siamo orgogliosi della nostra italianità - e lo sono anch'io - e che non siamo abbastanza rispettati, quindi esigiamo maggior rispetto, gliela faremo vedere e gliela faremo pagare". "Ho il terrore - ha concluso - di una ricostruzione psicologica di una 'italietta' e del fatto che siccome non riusciamo con i governi attuali a dare più crescita ai nostri cittadini perché ci importa il loro voto non il loro benessere, allora la popolazione dovrà essere soddisfatta dando corda alla sua identità". 

L'intervento di Vannacci: "Parlare di futuro"

Roberto Vannacci, al contrario, ha difeso la sua idea di Europa e di integrazione e cooperazione tra i vari Paesi che la compongono. L'ex generale ha inizialmente affermato che "più che un ReArm Europe servirebbe un Reborn Europe" puntando l'attenzione al calo demografico. Chiarendo di voler "parlare del futuro dell'Europa e del futuro dell'Italia e dei paesi che la compongono", ha evidenziato che "intanto dovremmo dare per scontato che esista un futuro, perché con un tasso di fertilità al 1,41% in Europa, il nostro futuro, quello del mondo che conosciamo,  di tutta questa materia, probabilmente è di corta durata. Se vogliamo un futuro migliore per le prossime generazioni, dobbiamo anche pensare di generarle le prossime generazioni".

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Vannacci: "L'ideologia ha prevaricato la competitività"

Il leader di Futuro Nazionale ha poi detto di ritenere "incoerente" la strategia europea. "Oggi l'Europa si è schierata completamente a favore dell'Ucraina. Però, nell'ultimo semestre, abbiamo incrementato, alcuni Paesi addirittura del 160%, le importazioni di gas dalla Russia, finanziando quell'economia di guerra che noi vorremmo invece combattere schierandoci insieme all'Ucraina", ha spiegato. "Oggi l'ideologia ha prevaricato la competitività. Abbiamo fissato prima il calendario e solo dopo abbiamo verificato se l'industria era in grado si sostenerla. Mancando la visione strategica siamo diventati i campioni delle regole" è il pensiero che Roberto Vannacci ha espresso durante il dibattito "Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano", presso il Forum Teha di Cernobbio, parlando della strategia economica dell'Ue.

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Vannacci: "Non tutti scalpitano per integrarsi nell'Ue"

Per il leader di Futuro Nazionale, nell'Ue è necessario un "cambiamento, perché c'è sempre questa inerzia nel cambiare struttura nell'Unione Europa. Dopo anni di Maastricht la Gran Bretagna se ne è andata e l'Islanda pochi giorni fa ha detto di no. La Norvegia non ci ha mai pensato, o ci ha pensato e ha detto no , la Svizzera rimane al di fuori, la Turchia prima ambiva ad entrare oggi naviga per altri mari". Secondo il leader di Futuro Nazionale, non tutti scalpitano per integrarsi nell'Unione europea". Per Vannacci "l'eurozona produceva il 30% del Pil mondiale e oggi siamo al 15%, avevamo una industria che era al vertice mondiale ora siamo un'area di desertificazione industriale. Oggi licenziano chi produceva le auto più belle del mondo. Abbiamo la libera circolazione delle merci, anche degli immigrati e sui documenti mi posso definire né maschio né femmina e immigrazione è illegale per statuto. Non si può prescrivere la stessa medicina senza spiegare perché non ha funzionato".

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Vannacci contro i leader Ue

Nel suo intervento, Vannacci ha preso infine di mira anche i leader europei. "L'esercito unico europeo non è partito, meno male, l'unico esercito comune si chiama inter operabilità" ha specificato per poi sostenere che il suo incubo" è di veder partire magari un giorno le mie figlie in battaglia con un comandante che si chiami Macron o ancora peggio von der Leyen". Ma secondo l'ex generale, "qualche cosa si muove, l'Europa fortunatamente cambia. I leader più in vista traballano, Starmer è già caduto, Farage è pronto al lancio, Merz, Sanchez e Macron credo che non mangeranno il panettone nel 2027". "In Francia Marine Le Pen è data vincente in qualsiasi scenario possibile, in Germania domani si vota in Sassonia e l'Afd ha il 42% nei sondaggi. L'Ungheria, la Slovacchia, la Bulgaria hanno un atteggiamento dannunziano nei confronti di Bruxelles, molto spesso se ne fregano", ha concluso. 

Monti: "Sovranisti sono contro il loro Paese"

Alle parole dell'ex generale, Mario Monti ha replicato esprimendo la sua convinzione "che populisti e nazionalisti nella maggior parte dei casi vanno contro l'interesse del popolo e della nazione che pensano di difendere". "Amo molto l'Italia - ha spiegato il professore - e ho cercato di farlo al meglio, facendo anche sacrifici personali come quando chiesi al Paese di fare sacrifici, ma come Camus 'amo troppo il mio Paese per essere nazionalista'". "Questa - ha sottolineato - è esattamente la mia posizione e le cose da lei non ricordate successe tra il 1950 e il 1992, che hanno proteso la fine della guerra tra gli stati dell'Ue, sono avvenute perché i nazionalismi hanno per un momento declinato il capo". "Nel gennaio del 1995, nel mio primo giorno al Parlamento europeo dove ora siede lei - ha raccontato Monti - le ultime parole di Mitterrand, morto di lì a poco furono 'le nationalisme c'est la guerre'", che significa "il nazionalismo è la guerra".

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Monti: "Ideologo è Gasperini"

Nel confronto con Roberto Vannacci, Monti ha usato anche l'ironia per punzecchiare il professor Lorenzo Gasperini. "Prima di sollevare un paio di punti, devo fare una domanda bibliografico-concettuale. Il programma si chiama Bip, 'Base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale', ed è stato elaborato dal professor Lorenzo Gasperini qualche mese fa". "Il 27 novembre 2021, in pieno Covid, il professor Gasperini aveva pubblicato un post che diceva testualmente: 'Un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte, creduloneria, infermità intellettuale, facile obbedienza al primo politico che passa e una psicologia da servo. Tutte caratteristiche che dovrebbero comportare, come minimo, l'esclusione dalla vita sessuale, come contrappeso naturale", ha sottolineato. "Allora, a me sorgono due curiosità, come è naturale in me, capziosamente. Una curiosità è tecnica e l'altra è politica. Quella tecnica riguarda l'implementazione di questa sanzione. Cioè, è da immaginare, per carità, 'l'epurazione seduta stante', che sarebbe una soluzione strutturale, oppure il braccialetto elettronico, probabilmente applicato però non al polso o alla caviglia, ma a un'altra parte del corpo maschile", ha detto. "La curiosità politica è: quando lei ha dato una responsabilità così gravosa al professor Gasperini, era a conoscenza di questo suo spirito? O forse gliel'ha presentato a corredo del programma? Comunque, è qualcosa che lascia qualche preoccupazione..", ha concluso.

Vannacci: "Non sono cavallo di Troia di Putin"

A margine del dialogo con Mario Monti, rispondendo ai giornalisti, Roberto Vannacci ha chiarito: "Non non mi sento un cavallo di Troia nè di Putin nè di chiunque altro". "Io sono filoitaliano e sono estremamente patriottico - ha specificato - io faccio gli interessi dell'Italia. È l'unica mia preoccupazione, non porto avanti le istanze di alcun altro".

L'arrivo di Roberto Vannacci

Roberto Vannacci, ieri, è arrivato con un giorno di anticipo dicendo che essere a Cernobbio "è come il primo lancio da un aeroplano" e augurandosi "consenso" dalla platea perché "mi sta a cuore il rilancio economico, imprenditoriale e industriale del Paese". Riguardo al tema dell’incontro con Monti aveva anticipato che si sarebbe parlato "di Europa. Noi la vediamo diversa, che non veda nelle nazioni sovrane un problema ma anzi un talento, un qualcosa da esaltare, una piattaforma di collaborazione e non una cattedra che impartisce direttive e regolamenti".

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La condizione di Mario Monti

Mario Monti aveva posto una sola condizione per la partecipazione al faccia a faccia: "Che il dibattito fosse pubblico e tutti potessero seguire anche da fuori facendo uno strappo alla regola delle conversazioni in Chatham House (riservate, non riferibili, ndr) del Forum".