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Forza Italia si ribella alla sindaca 'castiga-tutti': la maggioranza a Rovigo è in bilico


ROVIGO - Fuori dalla maggioranza perché Andrea Bimbatti, silurato assessore e vicesindaco senza preavviso, è il rappresentante azzurro, altri non ve ne sono né ve ne saranno. Per il sindaco Valeria Cittadin la situazione si complica, perché la sua maggioranza potrebbe crollare da venti a sedici esponenti, esattamente lo stesso numero dell’opposizione. I due consiglieri azzurri, Paolo Avezzù e Valentina Beltrame, non saranno più voti certi, valutando di volta in volta ogni delibera. Una linea già adottata dai due nomi del gruppo misto: Nello Piscopo, ex FdI passato a Futuro nazionale, e Cristina Folchini, anch’essa FdI che a giorni dovrebbe ufficializzare il suo ritorno in Forza Italia, portando a tre gli azzurri in aula. Piscopo, ha preso una posizione netta contro l’amministrazione e vuole che si torni a votare, chiudendo anticipatamente questo mandato nel quale Cittadin ha licenziato quattro assessori, un’altra se ne è andata per scontri personali, un sesto si è dimesso per andare a fare il presidente del collegio sindacale in Ascopiave. L’accusa di Piscopo è pesante, poiché ritiene che «in questi due anni si è fatto nulla, soltanto si sono portati a termine i progetti ereditati» e su quello che sarebbe l’unico fatto nuovo, lo storico accordo per l’ex scalo merci Fs da acquistare e trasformare in terminal di bus e pullman, «non ci sono i tre milioni per le opere».

È vero che l’opposizione si compone di due aree separate: due dei candidati sindaci sconfitti, Antonio Rossini ed Ezio Conchi, sono di centrodestra e più volte hanno supportato le delibere della maggioranza, ma nello sviluppo degli scenari non possono essere considerati come una garanzia e l’unico modo per affiliarli sarebbe offrire posti in giunta: scenario non probabile.

Azzurri riuniti

Intanto ieri mattina Forza Italia ha riunito i direttivi provinciale e comunale per esprimere solidarietà a Bimbatti, nonché ribadire «il pieno sostegno alla delegazione del partito» in consiglio comunale, che finora aveva supportato con fedeltà la giunta. In questo senso chi si è sempre speso, come il capogruppo Paolo Avezzù, si dice sia rimasto estremamente deluso e di certo non farebbe l’assessore, se mai qualcuno l’avesse ipotizzato. FI sostiene, infatti, che l’unico assessore sia Bimbatti e la sola mossa accettata sarebbe un ripensamento da parte di Cittadin. Ovvero richiamare il “defenestrato” nell’esecutivo. «Forza Italia ritiene che il provvedimento di revoca adottato dal sindaco sia del tutto sbagliato e privo di elementi che lo giustifichino - affermano gli azzurri - le motivazioni addotte avrebbero richiesto tempo per essere discusse, valutate ed eventualmente migliorate o modificate, all'interno di un percorso di puntuale approfondimento. Il partito riconferma la fiducia» in Bimbatti che è anche segretario comunale ed, «essendo stato privato della propria rappresentanza in giunta a causa di una decisione unilaterale del sindaco, assunta senza alcun confronto preventivo», il gruppo, «finché perdurerà questa situazione, si riserverà di valutare di volta in volta i singoli provvedimenti che verranno portati all’attenzione del consiglio comunale». Dunque, gli azzurri chiederanno un incontro al primo cittadino? Il coordinatore provinciale, Piergiorgio Cortelazzo, risponde che «non siamo noi a dover chiedere incontri, casomai dovrebbe chiedercelo il sindaco che ha fatto un atto unilaterale. Certo il potere sulle deleghe lo ha lei, ma io appartengo a una politica nella quale ci si vedeva, discuteva e poi si decideva, non in questo modo».