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Francesco Montanile, il compositore bolzanino che dà voce al cinema


BOLZANO. C'è chi con la chitarra fa canzoni, e chi invece la usa per raccontare storie che altrimenti resterebbero mute. Francesco Montanile, chitarrista e compositore bolzanino di origini irpine, appartiene decisamente alla seconda categoria, e lo dimostra con gli ultimi progetti che porta avanti tra Bolzano e il mondo del cinema.

L'ultima novità in ordine di tempo è la colonna sonora del thriller psicologico "Ombre", diretto dal regista bergamasco Roger Fratter, a cui Montanile ha affiancato l'uscita, lo scorso 20 giugno, del nuovo album "Cinematic Suspense Vol. 1": 34 brani che, come racconta il musicista bolzanino, richiamano l'estetica del film noir, tra ambienti claustrofobici e atmosfere sospese, per un progetto che rappresenta il punto d'approdo più compiuto del suo percorso nella musica per il cinema.

Non è un terreno nuovo per lui. Prima di "Ombre" aveva già firmato, con la collaborazione di Fabio Liberatori, cofondatore degli Stadio, l'intera colonna sonora di "Succede tutto in una notte" di Emiliano Canova, pellicola insignita di sei riconoscimenti ai Rome International Movie Awards e proiettata la scorsa stagione autunnale anche al Cineforum Bolzano. Le sue musiche hanno accompagnato anche il cortometraggio "Stalker", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, portando il suo lavoro a varcare i confini nazionali fino a raggiungere anche il pubblico statunitense.

Sul proprio metodo compositivo, Montanile ha le idee chiare: "La musica per il cinema deve evocare atmosfere, anticipare le azioni, suggerire, raccontare ciò che le immagini non dicono". Un approccio che descrive bene anche il resto della sua discografia recente, tra i singoli "Survivor", raccontato attraverso un videoclip, e "Hirpinia", brano che nel titolo racchiude il legame tra le sue due terre, l'Alto Adige di adozione e l'Irpinia d'origine. A dicembre era invece uscito "The Mountain", omaggio musicale alla natura realizzato insieme a Marco Mondelli.

Il filo conduttore, per chi segue Montanile da più tempo, resta sempre lo stesso: la musica come colonna sonora di un'immagine, che sia un film, un paesaggio o un luogo carico di storia. Lo dimostra bene "Old Walls - Vecchie Mura", il singolo che lo aveva visto suonare tra gli affreschi medievali di Castel Roncolo, o ancora "Tunnel of Dreams", il suo secondo album, che raccoglieva brani strumentali dal sapore ambient nati in parte per reportage televisivi e giornalistici sul territorio altoatesino.

Un percorso che, album dopo album, sembra sempre più orientato verso un obiettivo preciso: fare della musica per immagini non un capitolo secondario della propria carriera, ma il cuore stesso del proprio lavoro di compositore.