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Francesco Saviane arrestato per violenza sessuale su sette minorenni: inizia il processo all'ex professore


PADOVA - Il 23 settembre Francesco Saviane sarà di fronte al giudice dell’udienza preliminare per rispondere delle accuse di violenza sessuale su sette minorenni (maschi e femmine) che gli erano stati affidati nel suo ruolo di ex docente di religione all’istituto Barbarigo e di animatore parrocchiale.
Accusa di violenza sessuale aggravata dall’aver agito all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione. Lo farà affrontando un processo con il rito abbreviato, come chiesto dal suo avvocato Ernesto De Toni dopo che il pubblico ministero Sergio Dini aveva firmato un decreto di giudizio immediato.
Saviane tornerà quindi in tribunale da uomo libero, dopo che il gip aveva disposto la sua scarcerazione dai domiciliari (che stava scontando nel suo paese d’origine nel Trevigiano) con l’unica prescrizione di non frequentare la provincia di Padova, lì dove avrebbe commesso i reati che il 15 maggio gli erano costati l’arresto da parte della Squadra mobile.

I fatti

A far emergere ogni cosa e dare il via (verso la fine di marzo) a indagini complesse ma veloci era stata una delle vittime, un ragazzo che nei mesi scorsi aveva confidato ad un altro insegnante del Barbarigo di aver subito morbose attenzioni (ben di più di strusciamenti e palpeggiamenti) da parte del 36enne. Una versione troppo dettagliata e narrata con grande sofferenza per non essere approfondita.
E così il suo vissuto era diventato materiale per il lavoro degli agenti della mobile. I poliziotti si sono resi conto di trovarsi di fronte a una realtà molto più ampia rispetto a un caso isolato. Dal cellulare della vittima sono emerse chat con altri ragazzi e amici che avevano vissuto la sua stessa esperienza e che si confidavano, maledicendo il modo di agire del loro professore o animatore.
Fatti cominciati nel 2017 e interrotti il primo marzo 2026, giorno dell’ultima contestazione riportata nel capo d’accusa: in pratica pochi giorni prima che il tutto venisse denunciato. Nel faccia a faccia con il giudice durante l’interrogatorio di garanzia, Saviane aveva detto che le accuse mosse nei suoi confronti nascevano da «interpretazioni» e «fraintendimenti» di gesti e parole dette con leggerezza ma senza nessun intento provocatorio o sessuale. 

Lo sconquasso

La notizia dell’arresto di Saviane aveva scatenato un putiferio soprattutto nella parrocchia di San Lorenzo di Albignasego: il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, dopo giorni di riflessione, era arrivato a chiedere al parroco don Cesare Contarini di abbandonare la guida della comunità pastorale proprio per aver accettato che il 36enne trascorresse la detenzione domiciliare nella sua canonica.
L’ex professore aveva lasciato quasi subito la canonica mentre l’addio di don Contarini (ex preside dello stesso Barbarigo) era arrivato il 25 maggio anche sull’onda delle raccolte firme da parte di centinaia di parrocchiani e genitori di bambini che frequentavano l’asilo: petizioni che, il 30 giugno, hanno portato anche la coordinatrice del “Centro Infanzia San Lorenzo-Carlo Liviero”, suor Annamaria Menesello.
La petizione era nata dalla preoccupazione delle famiglie per la sicurezza e la tutela dei bambini del centro e chiedeva l'allontanamento dei responsabili educativi e gestionali, un chiarimento pubblico alle famiglie e l’attivazione di verifiche indipendenti a protezione dei minori.