Medio Oriente
Tre palestinesi uccisi da Israele a Gaza. Rientrato a Ryad allarme aereo scattato dopo due forti esplosioni. Trump conferma i contatti con gli Houthi per un possibile accordo. Wp: Pentagono ha nascosto numero dei militari Usa morti
Le forze di sicurezza siriane hanno annunciato oggi l'arresto di uno dei principali responsabili di una cellula coinvolta nella morte di tre dei loro membri durante un'operazione anti-jihadista nel sud del Paese.
“Le forze di sicurezza interna della provincia di Deraa hanno arrestato Walid al-Fallah, uno dei principali capi della cellula coinvolta” nella morte, avvenuta giovedì, di tre dei loro agenti nella città di Al-Sanamein, ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Sana.
Gli agenti erano stati uccisi mentre tentavano di arrestare un membro del gruppo jihadista Stato Islamico (IS), aveva riferito una fonte governativa all’AFP. Successivamente erano state arrestate cinque persone; l’operazione aveva permesso «di smantellare cellule criminali e altre legate all’IS, che coordinavano le loro azioni», aveva precisato il portavoce del Ministero dell’Interno siriano, Noureddine al-Baba.
Sconfitto in Siria, l’IS mantiene cellule dormienti e continua a rivendicare sporadicamente attacchi contro le forze governative, in particolare nel vasto deserto siriano, nonché nel nord e nel nord-est del Paese. In passato era presente anche nella provincia di Deraa, dove il suo capo Abu Hassan al-Hashimi al-Qurashi era stato ucciso nell’ottobre 2022 durante scontri con combattenti locali.
Le forze israeliane hanno proseguito i loro attacchi nel Libano meridionale, prendendo di mira città, zone residenziali e strutture sanitarie e civili, in un contesto caratterizzato da incursioni e movimenti militari in diverse zone di confine, secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa e riportato dall'agenzia Wafa.
Venerdì, le forze di occupazione hanno appiccato il fuoco all’ospedale pubblico di Mays al-Jabal, nel distretto di Marjeyoun, in un attacco mirato contro una struttura sanitaria civile. Il Ministero della Salute libanese ha condannato l’incendio dell’ospedale, descrivendolo come un attacco flagrante contro un’istituzione sanitaria che dovrebbe essere protetta da tali attacchi.
Nella città di Deir Mimas (distretto di Marjeyoun), le forze di occupazione hanno istituito un posto di osservazione temporaneo alla periferia della città, mentre sono state segnalate bombe sonore nell’area circostante.
Nel frattempo, le forze israeliane hanno continuato a bombardare diverse zone in tutto il Libano meridionale.
Un uomo è stato giustiziato in Iran per aver trasmesso ai servizi segreti israeliani informazioni relative alle basi missilistiche iraniane durante la guerra, ha riferito sabato la magistratura.
«La pena di morte è stata applicata nei confronti di Hossein Pedaran, che aveva fornito al Mossad informazioni sui siti missilistici nella provincia di Isfahan», situata nel centro dell’Iran, ha precisato la magistratura iraniana senza specificare né la data del suo arresto né quella del processo.
La Turchia ha revocato la licenza alla banca iraniana Mellat con una decisione pubblicata sabato mattina sulla Gazzetta Ufficiale. Il motivo di questa decisione non è stato specificato. Essa arriva due settimane dopo che Washington ha imposto sanzioni a una banca turca per i suoi presunti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana (IRGC).
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha definito "disgustose" e "false" le affermazioni del Washington Post secondo cui il Pentagono avrebbe nascosto il reale numero dei militari americani deceduti in Medioriente nell'ambito della guerra contro l'Iran. "Sono peggio dei media statali iraniani", ha scritto in un post su X.
Secondo quanto reso noto dagli Houthi dello Yemen sono 26 gli attacchi aerei sferrati dall'Arabia Saudita sulla provincia sud-occidentale di Taiz nelle ultime 24 ore, 300 nell'intera settimana,. Intensificati anche i combattimenti terrestri su diversi fronti. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, ha dichiarato su X che i caccia F-15 sauditi hanno effettuato i 26 attacchi su Taiz dopo essere decollati dalla base aerea di Khamis Mushait, nel sud-ovest dell’Arabia Saudita. Sarea ha aggiunto che i 300 attacchi aerei di questa settimana in nove province yemenite hanno coinvolto caccia F-15 e Typhoon operanti dalle basi aeree saudite di Khamis Mushait e King Fahd. Le autorità saudite non hanno rilasciato commenti immediati. Gli attacchi segnalati sono avvenuti mentre venerdì continuavano violenti i combattimenti intorno alla catena montuosa di Kahbub, nella provincia meridionale di Lahj, vicino allo strategico stretto di Bab al-Mandab, mentre gli scontri proseguivano in tutta la zona sud-occidentale di Taiz e più a nord-est nell'area di Marib, ricca di petrolio. L’ultima escalation fa seguito alle significative avanzate degli Houthi lungo la costa sud-occidentale dello Yemen sul Mar Rosso all’inizio di questo mese.
Attacco suicida contro un quartier generale della polizia nel nord-ovest del Pakistan, il bilancio è di almeno 31 i morti, tra cui 16 agenti, e oltre 100 feriti. L' attentatore ha lanciato un'auto carica di esplosivo contro l'ingresso del complesso, mentre in una moschea vicina era in corso la preghiera del venerdì. Secondo le autorità, citate da Al Jazeera, il veicolo ha sfondato il cancello della sede delle forze dell'ordine prima di esplodere. Subito dopo, uomini armati hanno aperto il fuoco ed è avvenuta una seconda esplosione. I combattimenti sono proseguiti anche dopo l'attacco.
Tre palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da fonti ospedaliere locali citate da Al Jazeera. Le stesse fonti hanno riferito che truppe israeliane hanno effettuato un raid nel villaggio di al-Mughayyir, nella Cisgiordania occupata. Venerdi' i media israeliani avevano riferito che le forze di sicurezza stavano indagando su alcuni colpi d'arma da fuoco sospettati di essere stati esplosi contro un automobilista israeliano nei pressi di al-Mughayyir. L'esercito aveva quindi istituito posti di blocco attorno al villaggio.
Più militari americani sono morti in Medio Oriente durante la guerra in corso contro l'Iran di quanti ne abbia resi pubblici il Pentagono. E' quanto afferma il Washington Post che cita sei funzionari statunitensi a conoscenza dei dati interni del dipartimento della Difesa relativi alle vittime. Cinque funzionari hanno dichiarato che i militari morti sono almeno 22, ovvero quattro in più rispetto ai 18 indicati nel database pubblico del Pentagono. Un sesto funzionario, che come gli altri ha parlato a condizione di anonimato per poter discutere dei dati, ha affermato che sono 23 i militari americani morti dal 28 febbraio, quando l'amministrazione Trump, in coordinamento con Israele, ha avviato la guerra contro l'Iran. Non tutte le morti non dichiarate sono direttamente riconducibili al conflitto, ma riguardano personale statunitense che si trovava in Medio Oriente mentre erano in corso le
ostilità, ha precisato questa fonte. Anche tre contractor americani di stanza nella regione sono morti. Restano poco chiari i dettagli relativi alle morti non dichiarate, tra cui l'identità dei militari e il momento, le modalità e il luogo dei decessi. Il Pentagono ha rifiutato di rispondere alle domande sulla
discrepanza nei dati.
"L'area è soggetta a una minaccia aerea ostile", è il messaggio ricevuto dai residenti della capitale saudita, Ryad, poco prima delle 3 del mattino ora locale, che li invitava a rimanere al chiuso. I giornalisti della France Press hanno poi udito due esplosioni; l'allarme è stato revocato circa mezz'ora più tardi dall'Agenzia per la protezione civile saudita.
Una forte esplosione è stata avvertita a Ryad, in seguito all'allarme lanciato per la popolazione.
In un'intervista rilasciata a NewsNation, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che sono in corso colloqui diretti con il movimento yemenita degli Houthi, evidenziando la volontà del gruppo di esplorare la possibilità di un'intesa. Questa apertura diplomatica si inserisce in un quadro di recenti contatti e trattative indirette volte a ridurre le tensioni e i conflitti nell'area mediorientale.
Il consigliere per gli affari arabi e mediorientali Massad Boulos ha dichiarato che il presidente statunitense Donald Trump è determinato a porre fine al conflitto con l'Iran. Tra i punti centrali vi è la ferma opposizione al programma nucleare militare iraniano, con l'intenzione di dare priorità ai negoziati di pace.
Le recenti indagini rivelano che Iran, Cina e aziende private israeliane hanno utilizzato intelligenze artificiali per creare "eserciti di bot" autonomi, capaci di generare profili falsi e condizionare i dibattiti online. Questo fenomeno ha sollevato forti preoccupazioni tra i funzionari di sicurezza statunitensi riguardo alla disinformazione e alla possibile interferenza nei processi democratici.
Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell'operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo comunica la Marina militare, secondo cui "l'attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell'operazione Aspides". Per la Marina militare si tratta di "un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell'area".