Un colpo pianificato nei minimi dettagli, messo a segno mentre la proprietaria era in vacanza e scoperto solo al suo rientro, quando ha girato la chiave nella serratura di casa e ha subito capito che qualcosa non tornava.
A subire il furto è stata Donella Bossi Pucci, storica dell'arte e produttrice cinematografica, discendente di una nota famiglia toscana. L'appartamento colpito si trova in centro a Roma, in via delle Quattro Fontane, a pochi passi dal Quirinale e dalla Questura.
I ladri hanno agito con grande metodo, portando via due casseforti contenenti gioielli e preziosi, oltre a una serie di dipinti e opere d'arte di valore raccolte dalla vittima nel corso degli anni. Il valore complessivo del bottino è stimato in almeno 700mila euro. La scoperta del furto risale a domenica pomeriggio, quando Bossi Pucci ha allertato la polizia; le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile, mentre la Polizia Scientifica ha effettuato i rilievi sulla scena alla ricerca di impronte o altri elementi utili.
Diversi elementi fanno pensare a un colpo organizzato da specialisti del settore. L'appartamento non presentava segni di effrazione né tracce di disordine: le casseforti sono state portate via senza danneggiare l'abitazione, un dettaglio che ha insospettito gli investigatori.
L'ipotesi al vaglio è che il sistema d'allarme sia stato manomesso, permettendo ai malviventi di muoversi senza fretta - l'intera operazione, secondo le prime ricostruzioni, non avrebbe richiesto più di un quarto d'ora.Proprio la «pulizia» con cui è stato eseguito il furto porta gli inquirenti a ipotizzare la presenza di un basista, qualcuno a conoscenza sia del contenuto dell'abitazione sia delle abitudini della proprietaria, assente da Roma da diversi giorni. Il colpo sarebbe stato messo a segno nel fine settimana di Ferragosto, quando anche questa zona centrale della città, solitamente popolata da uffici e studi legali con sistemi di vigilanza, si è svuotata di residenti.
Gli investigatori hanno già sentito i collaboratori della vittima e il portiere dello stabile, e stanno passando al setaccio centinaia di ore di filmati delle telecamere di sorveglianza delle strade limitrofe - da piazza Barberini a via del Quirinale, da via Agostino Depretis a via Sistina - un'area densamente coperta da impianti di videosorveglianza per la presenza di diversi palazzi istituzionali. L'obiettivo è individuare eventuali veicoli sospetti transitati nella zona nelle notti precedenti al colpo, alla ricerca di un possibile complice rimasto in auto ad attendere il resto della banda.
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