Come se la bordata del Financial Time di essere il cavallo di Troia di Mosca in Italia non bastasse, per Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, oggi, 3 settembre, è arrivata un'altra bordata.
La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura organizzativa dei futuristi.
Le verifiche, disposte dal procuratore militare Marco De Paolis, fanno seguito a un esposto presentato dal Sindacato dei Militari, che ha segnalato presunte irregolarità legate al coinvolgimento di personale militare nell’attività politica del movimento.
L’attività della magistratura militare nasce dall’esposto del sindacato che ha denunciato l’assunzione di ruoli dirigenziali e di rappresentanza politica all’interno di Futuro Nazionale da parte di militari in servizio, in apparente contrasto con i principi di neutralità, lealtà istituzionale e divieto di attività politica attiva previsti dal regolamento militare.
Secondo il sindacato, alcuni appartenenti alle Forze Armate avrebbero utilizzato grado, qualifica e persino l’uniforme in contesti pubblici e digitali a fini di propaganda politica, condotta che potrebbe configurare violazioni della disciplina sull’uso dei simboli e dei doveri connessi allo status di militare.
La Procura ha precisato che gli accertamenti riguardano esclusivamente la posizione di militari all’interno della struttura organizzativa del partito, con l’obiettivo di verificare “l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.
Nella nota, il procuratore De Paolis ha anche richiamato “notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera”, suggerendo che l’avvio delle verifiche tenga conto di ricostruzioni apparse su media internazionali.
Sullo sfondo dell’esposto vi è inoltre l’ipotesi, avanzata dal sindacato, di una possibile violazione della legge Scelba, che punisce la ricostituzione del partito fascista, sebbene la Procura militare si stia concentrando solo sugli aspetti di competenza della giurisdizione militare.
E quindi: se dagli accertamenti preliminari emergeranno elementi ritenuti rilevanti, la Procura militare potrà trasformare le verifiche in un’inchiesta formale, con l’apertura di un procedimento penale a carico dei militari coinvolti.
In tal caso, i pubblici ministeri potranno sentire testimoni, acquisire documenti e disporre eventuali misure cautelari, nel rispetto delle garanzie previste per il personale soggetto alla giurisdizione militare.
Parallelamente, le forze armate potrebbero attivare procedimenti disciplinari interni, con sanzioni che vanno dalla sospensione dal servizio fino al congedo, a seconda della gravità delle condotte accertate.
Sul piano politico, la notizia ha immediatamente alimentato il confronto tra le forze di governo e l’opposizione.
Alcuni esponenti del centrodestra hanno invitato ad “attendere gli esiti delle verifiche” prima di trarre conclusioni, sottolineando che l’attività della Procura militare è ancora in fase preliminare.
Dall’area di opposizione, invece, si è chiesta “massima trasparenza” e si è ricordato il principio di neutralità delle Forze Armate, invocando eventuali interventi normativi per rafforzare i controlli sul coinvolgimento di militari in attività partitiche.
Vannacci, da parte sua, ha respinto le accuse, e poi ha tenuto a precisare che non c'è alcuna indagine sulla ricostruzione del partito fascista.