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Gasperini, per la porta è sfida con Scacchetti


"E’ una situazione positiva che spingerà entrambi a dare il massimo. Ci conosciamo, tra noi ci sarà una competizione sana"

"E’ una situazione positiva che spingerà entrambi a dare il massimo. Ci conosciamo, tra noi ci sarà una competizione sana"

"E’ una situazione positiva che spingerà entrambi a dare il massimo. Ci conosciamo, tra noi ci sarà una competizione sana"

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Partono pari. Tito Gasperini e Alessandro Scacchetti, i due portieri under del Carpi, avranno un mese circa per convincere mister Cassani a consegnare a uno di loro le chiavi della porta biancorossa. Gasperini, classe 2006 scuola Bologna che ha firmato per 2 anni, vuole giocarsi al top le sue prime chance da professionista. "Sono felice di ritrovare mister Cassani - spiega - sicuramente le gerarchie non sono ancora scritte tra me e Scacchetti, però penso che questo sia positivo, ci sprona entrambi a a dare il massimo. Adesso ci stiamo conoscendo anche noi, Ale è un ragazzo tranquillo, sereno, abbiamo già un buon rapporto e penso che la competizione sarà unicamente calcistica e molto sana".

Gasperini viene da due ottime stagioni in D al Lentigione, con 56 gare e 21 clean sheet. "Io mi sento un portiere abbastanza moderno - prosegue - mi piace il gioco con i piedi, l’impostazione dal basso, ma anche la lettura del gioco e le uscite sui lanci lunghi. Ma devo ancora migliorare in tutto, sicuramente il piede mancino (sorride, ndr), per avere un’impostazione dal basso un po’ più completa. Un mio punto di riferimento nel ruolo? Neuer. Secondo me è il più forte di sempre nella storia".

Gasperini ha ritrovato a Carpi tanti ex compagni. "Con Nesi ci conosciamo da piccoli, almeno da 10 anni avendo fatto tutta la trafila a Bologna - spiega - anche se l’anno scorso abbiamo preso due strade un po’ diverse. Poi ho ritrovato Visani, con cui avevo già giocato anche a Bologna, e Lombardi da Lentigione".

Poi ci sono i ricordi dei tempi rossoblù. "Con Thiago Motta ho avuto la fortuna di fare 7 panchine nell’anno della conquista del posto Champions - conclude - emozioni uniche che mi porto dentro. Da bolognese e tifoso rossoblù entrare al Dall’Ara da giocatore è stato magico, così come andare in stadi come San Siro e lo Juventus Stadium. Poi potersi allenare con gente come Zirkzee o Calafiori e avere di fianco un portiere come Skorupski a cui "rubare" qualche segreto è stato molto formativo per un ragazzo di 17 anni".

Davide Setti

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