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Caldo estremo, il conto della crisi climatica: "All’Europa può costare 180 miliardi"


Generico 17 Aug 2026

Pensare che il riscaldamento globale sia soltanto una questione climatica è un grave errore. Le temperature estreme che in questi mesi estivi stanno interessando l’Italia e l’Europa hanno conseguenze pesanti e concrete anche sull’economia: lo afferma uno studio appena pubblicato dalla Triodos Bank, una banca etica con sede nei Paesi Bassi, che ha analizzato l’impatto economico delle temperature così elevate (si tratta della peggiore ondata di caldo mai registrata nel continente) sul prodotto interno lordo complessivo dei paesi membri dell’UE.

Tra le principali conseguenze dell’anomalia climatica appena vissuta abbiamo il calo della produzione agricola con prezzi dei prodotti alimentari sempre più alti, riduzione della produttività del lavoro, aumento dei consumi di energia elettrica, chiusura delle centrali nucleari per mancanza di acqua, incendi e siccità prolungate.

In sostanza si stima che il costo complessivo per fronteggiare il caldo estivo possa pesare sull’Unione Europea per circa 180 miliardi di euro, pari all’1,1% del PIL comunitario, che è anche pari
alla crescita attesa in Europa per il 2026. In particolare, per l’Italia, il riscaldamento globale potrebbe costare il 6% del PIL.

I cambiamenti climatici, causati dal riscaldamento globale, oltre ai costi impressionanti, hanno effetti devastanti sull’ambiente e sull’uomo come lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento del livello dei mari ed il loro riscaldamento, l’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi e seri problemi alla salute umana con particolare attenzione alle persone anziane (il caldo estremo ha già ucciso più di 25.000 persone in tutta Europa solo quest’anno).

Questa estate ci ha ricordato, ancora una volta e con una chiarezza difficilmente ignorabile, che la crisi climatica è la più grande priorità del nostro tempo e deve essere messa al primo posto delle attività di governo. Non è una questione ideologica né un tema da confinare alle dispute partitiche: riguarda direttamente la nostra vita, la nostra salute, la nostra economia, il territorio in cui viviamo ed il nostro futuro.

Il riscaldamento globale, che gli scienziati avevano previsto da decenni e che è causato dall’aumento delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera (CO2, metano ed altri gas), sta accelerando e richiede interventi immediati e basati sulla scienza. Occorre quindi perseguire una drastica riduzione delle emissioni e lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo è la transizione energetica ovvero il passaggio da un mix energetico centrato sui combustibili fossili ad uno a basse o a zero emissioni di CO2, basato sulle fonti rinnovabili. Sul tema della transizione energetica i governi devono impegnarsi immediatamente con piani strategici concreti, chiari ed efficaci, nella consapevolezza che investire subito contro la crisi climatica costa molto meno che pagare i danni futuri.

Ma anche la società civile può fare la sua parte: un innovativo modello per vivere dal basso la transizione energetica è rappresentato dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) ove cittadini, piccole e medie imprese ed enti locali si uniscono per produrre, consumare e condividere insieme l’energia elettrica prodotta localmente da impianti a fonte rinnovabile con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas climalteranti, contrastare la povertà energetica e fornire benefici anche economici ai suoi membri. Ad una CER possono aderire semplici consumatori ovvero soggetti che hanno capito l’importanza di consumare energia pulita prodotta localmente, i prosumer ovvero famiglie o aziende che non solo consumano energia, ma producono anche energia rinnovabile e la condividono con altri membri della comunità ed infine i produttori ovvero soggetti che producono energia da fonti rinnovabili e la immettono totalmente in rete.

Su queste basi è nata la Comunità Energetica Rinnovabile del Luinese, fondata il 27 giugno 2024 dal Comune di Luino, grazie al lavoro svolto per anni dal Tavolo per il Clima di Luino.
È importante ricordare che le Comunità Energetiche non sono solo uno strumento tecnico che tratta impianti, incentivi e modelli di autoconsumo. Quando cittadini, imprese ed enti locali producono e condividono insieme l’energia, non stanno solo riducendo le emissioni per il bene dell’ambiente. Stanno creando un nuovo modello di produzione diffusa, partecipata e democratica dell’energia che punta all’indipendenza energetica dei territori e rappresentano un importante laboratorio per sperimentare forme innovative ed efficaci di gestione dell’energia per il bene comune.

Si parlerà di Comunità Energetiche ad Èqualafesta in programma per il 29 e 30 agosto al Boschetto di Germignaga: presso lo stand della Comunità Operosa Alto Verbano sarà possibile chiedere informazioni sulle modalità di partecipazione alla Comunità Energetica Rinnovabile del Luinese.

Informazioni sulla CER del Luinese si possono trovare visitando il sito a questo link  ove è possibile anche iscriversi; l’iscrizione è gratuita. Informazioni possono anche essere richieste all’indirizzo mail: [email protected].

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