Circa quattromila atleti a caccia di medaglie in rappresentanza di ventisei Paesi per quella che è una grande festa dello sport, ma anche una vetrina internazionale con importanti ricadute sul territorio.
I Giochi del Mediterraneo tornano in Italia, diciassette anni dopo l'ultima volta (Pescara 2009), e tornano in Puglia, ventinove anni dopo Bari (era il 1997). Stavolta ad ospitare i Giochi dell'area Med tocca a Taranto: sarà infatti la città dei due mari - dal 21 agosto al 3 settembre - la sede della XX edizione della rassegna da sempre trampolino di lancio dei campioni. Al di là del livello sportivo, una manifestazione importantissima, tra cultura e diplomazia, anche per l'area da cui provengono gli atleti e lo ha sottolineato il Papa all'angelus della domenica.
LO SPECIALE
"Questa settimana avranno inizio i giochi del Mediterraneo, che si svolgeranno a Taranto e coinvolgeranno diversi paesi di Africa, Asia ed Europa che appartengono all'area mediterranea - le parole di Leone XIV -. Auguro che tale evento sportivo sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero". "Siamo orgogliosi delle parole del Santo Padre - ha ringraziato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio -. Dopo Milano Cortina l'Italia sarà ancora al centro della scena internazionale".
Per gli organizzatori l'ambizione dichiarata, in ragione dei numeri record, è quella di essere l'edizione più grande di sempre. Scorrendo il palmares della manifestazione nata nel 1951 si trovano vere e proprie leggende dello sport italiano: dai velocisti Pietro Mennea e Livio Berruti alla saltatrice Sara Simeoni, dai fratelli del canottaggio Carmine e Giuseppe Abbagnale al re dei tuffi Klaus Dibiasi, fino ad arrivare a stelle del nuoto come 'la Divina' Federica Pellegrini (per lei record del mondo sui 400 metri stile libero a Pescara 2009) o, per rimanere all'attualità, come Simona Quadarella, vincitrice di due ori ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona nel 2018. Per non parlare del 'signore degli anelli', al secolo Yuri Chechi, recordman di ori, ben tredici conquistati nell'arco di quattro edizioni, che ha lasciato il suo nome ben impresso nell'albo d'oro della manifestazione. O, per rimanere nella ginnastica, di Vanessa Ferrari, otto volto d'oro in due edizioni dei Giochi.
L'Italia padrona di casa si presenta in forze e con ambizioni importanti: 498 gli atleti azzurri in gara. Tra loro spiccano quattro olimpionici: Gianmarco Tamberi (reduce dall'oro europeo) e Filippo Tortu (atletica) Diana Bacosi e Gabriele Rossetti (tiro a volo). Lo stesso Filippo Tortu e la pugile Irma Testa saranno i portabandiera nella cerimonia di apertura in programma venerdì nel rinnovato stadio Iacovone preceduti il giorno prima dai primi match di pallavolo. Punta a una medaglia davanti al pubblico di casa anche la nuotatrice Benedetta Pilato, tarantina e recente bronzo agli europei di Parigi nei 100 rana. Gli azzurri guidano il medagliere storico: Francia, Turchia e Spagna proveranno a rovinare la festa. Tra le curiosità da segnalare lo storico esordio del padel nella manifestazione.
"Avremo 33 discipline sportive, 286 gare con circa 2.500 medaglie assegnate - spiega il direttore generale dei Giochi Carlo Molfetta - non è mai successo nel Sud Italia un evento con così tanti atleti, con 26 Paesi da tre continenti diversi. Questo permetterà a tutta la città di vivere un evento esclusivo, una piccola Olimpiade". Non solo sport, ma anche concerti, mostre e spettacoli nel menu dei Giochi.
Per l'occasione Taranto si è rifatta il trucco grazie ai fondi stanziati dal Governo, 275 milioni di euro, che ha voluto a tutti i costi la rassegna anche quando, a causa dei ritardi accumulati, ancora pochi mesi fa sembrava in forse e il suo rinvio di un anno un'ipotesi dietro l'angolo. Decisiva la nomina del commissario straordinario e l'accelerazione impressa negli ultimi mesi: "Abbiamo lavorato come fossimo in Cina, ma sempre nel rispetto delle regole e dei diritti - sottolinea il commissario, Massimo Ferrarese - e questo ci ha consentito di realizzare grandi opere in tempi rapidi senza spendere un euro in più del previsto. Abbiamo fatto in due anni il lavoro di sette". Tra le strutture riqualificate lo stadio Erasmo Iacovone e lo stadio del nuoto rubano l'occhio: saranno queste, con tutta probabilità, le medaglie più pesanti che i Giochi del Mediterraneo lasceranno in eredità a Taranto e all'Italia intera.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA