
di Domenico PALMIOTTI
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venerdì 4 settembre 2026, 11:42 - Ultimo aggiornamento: 12:56
«Sono diventata sindaca del Villaggio Mediterraneo degli atleti il 16 agosto, quando è arrivata la nave da crociera Aroya, e sono molto soddisfatta perché in questi giorni ho visto la soddisfazione negli occhi degli atleti che andavano via dalla nave. I ragazzi hanno vissuto un’esperienza fantastica con ogni tipo di lusso che Aroya é riuscita a dare». Alessia Maurelli, campionessa di ginnastica ritmica e sindaca del Villaggio allestito nella base della Marina Militare che ha ospitato anche la Romantika oltre all’Aroya, racconta i giorni dei Giochi.
Alessia Maurelli, la sua attività in cosa è consistita? La giornata tipo?
«Non esisteva una giornata tipo poiché ogni giorno c’erano delle sorprese, delle novità.
Le sorprese erano soprattutto dovute a incontri e visite. Nel primo periodo ho accolto tutte le 26 delegazioni al Villaggio e poi c'è stata la presenza di capi di Stato, ministri e del principe di Monaco. Da parte loro, molta curiosità nel visitare la nave».
E gli atleti?
«Si sono trovati molto bene. Hanno vissuto attività ed esperienze fuori dall’ordinario perché piscine, karaoke, ponti tibetani, non esistono nei Villaggi Olimpici classici e quindi devo dire che hanno vissuto un qualcosa che va oltre quella che è l’aspettativa di un Villaggio».
Conquistati anche dalla cucina italiana e pugliese?
«Sì, è stato affiancato uno chef italiano al classico catering di Aroya e quindi uscivano piatti come le orecchiette e i pasticciotti. I ragazzi sono riusciti a trovare anche qualcosa della tradizione».
C’è stato qualche problema particolare a bordo?
«I ragazzi sono tutti molto giovani e tanti dopo le gare, hanno avuto la voglia di festeggiare e di vivere anche quei momenti di gioventù e di post celebrazione. Ogni tanto hanno ecceduto in qualcosa di un po’ fuori luogo».
In che senso, che vuol dire?
«Purtroppo é stato portato a bordo dell’alcol, però la nave Aroya ha più di 1.500 telecamere, i controlli mattutini, e diciamo che comunque siamo riusciti un po’ a contenere alcuni danni».
La soddisfazione più grande?
«Penso che sia quella di aver vissuto per la prima volta un evento sportivo così grande non più con la maglia tricolore ma con la maglia di un’organizzazione e come addetta ai lavori. Io credo che per me sia un grande punto di inizio e spero che sia davvero un portafortuna per cose future».
Cosa è più complicato: prepararsi per una prova di ginnastica ritmica o fare la sindaca del Villaggio Mediterraneo e occuparsi di una popolazione di 3.800 atleti?
«La ginnastica ritmica e il mio ruolo da capitana della squadra forse mi ha fortificato per affrontare anche la fascia di un Villaggio Olimpico ma al primo posto metto la ginnastica. Perché quello veramente non é da tutti, ma grazie alla ginnastica sono qui oggi. E l’esperienza da sindaca la farei tutta la vita».
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