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Giochi, Serena Autieri prima ospite della cerimonia conclusiva


Ci sarà Serena Autieri la sera del 3 settembre allo stadio Iacovone per la cerimonia finale dei Giochi del Mediterraneo. È una delle novità di G2 Eventi del gruppo Casta Diva, la società di Milano che firmerà anche la chiusura dei Giochi dopo averne ideato l’apertura il 21 agosto. Ma è anche circolata l’ipotesi che possa esibirsi Diodato, «molto caro ai tarantini - dicono Francesco Paolo Conticello e Angelo Bonello, rispettivamente amministratore delegato-direttore creativo di G2 Eventi e direttore artistico -. È sicuramente un’intuizione che abbiamo avuto noi, ma è stato complicato per mille ragioni che non dipendono né da noi, né da lui, che è stato super corretto, oltre ad essere un’artista straordinario. Non sappiamo ancora cosa succederà. Ci stiamo ancora cercando di lavorare. Sino al momento prima di iniziare c’è sempre una chance. Se non dovesse succedere, certamente non dipende da lui e ovviamente non dipende neanche da noi, ma non sempre si riesce a fare ciò che si vorrebbe fare. Per noi sarebbe straordinario averlo».

«La cerimonia di chiusura, così come avviene nelle grandi competizioni sportive, vuole essere una festa per gli atleti - raccontano Conticello e Bonello -. Non è più una rappresentazione della città che si deve presentare al mondo, ma restituiamo agli atleti le loro fatiche. E quindi gli atleti che il 21 agosto sono entrati nello stadio separati da bandiere e poi hanno fatto competizioni l’uno contro l’altro per poter vincere una medaglia, quando rientreranno il 3 settembre per la cerimonia conclusiva, non avranno più bandiere. Saranno un’unica grande squadra. La squadra del Mediterraneo. Noi quindi festeggeremo gli atleti. Tutto ciò che abbiamo immaginato, sia per chi verrà allo stadio, sia per chi vedrà la cerimonia in tv su RaiSport, sarà principalmente una festa per gli atleti».

«La festa la realizzeremo all’insegna del territorio ancor più del cerimonia inaugurale - proseguono -. Ci saranno tanta musica e tanta energia del territorio. Abbiamo coinvolto l’orchestra giovanile della Magna Grecia e il coro della Magna Grecia, realtà molto importanti. Ci saranno poi i Rockin’1000 con un ensemble creato con una call to action: musicisti del Mediterraneo unitevi, venite a Taranto con noi a festeggiare quest’evento. Abbiamo preso i Rochin’1000 in una conformazione da 250 elementi, ma poi ce ne saranno altri 100-120. In totale avremo circa 350 musicisti. Le dimensioni vanno sempre proporzionate a quella che è la location e alle altre cose da fare. Ci sarà un grande spettacolo, ma soprattutto sarà una grande call to action dove la gente comune diventa protagonista della cerimonia e dove gli artisti di Taranto sono i veri protagonisti. E quindi i Terraròss, l’orchestra della Magna Grecia, l’orchestra e il coro giovanile, gli Attitude, Moses Concas - un armonicista che ha vinto un’edizione di Italia’s Got Talent - Rossella Brescia. Ci farà un bel regalo Serena Autieri. Non vogliamo dire perché va visto più che raccontato. La filosofia che sottende la cerimonia di chiusura è quella prendere i giovani artisti e dargli una platea per potersi esibire”.

«La cerimonia avrà molti momenti - affermano Conticello e Bonello -. C’è un palinsesto armonizzato tra spettacolo, divertissement e parte protocollare. Momenti che non sono sviluppati banalmente, ma trovano una regia con l’azione coreografica e scenica. Ci sarà anche la consegna della bandiera dei Giochi al Kosovo, che succederà a Taranto nella prossima edizione. Verrà anche pronunciata la formula che decreta la fine dei Giochi e ci saranno una serie di speak. Nel protocollo è previsto che i presidenti dei due comitacti, Massimo Ferrarese e Merez Boussayene, intervengano anche in chiusura ma lo sta decidendo il cerimoniale. Non c’è ancora la scaletta ufficiale. L’evento del 3 settembre durerà circa due ore».

«L’esperienza di Taranto ci ha lasciato una traccia indelebile - dicono Conticello e Bonello - Questo è un lavoro che si fa anche per passione e in questo caso la passione ha prevaricato. Siamo molto felici che Taranto e tutti quelli che hanno visto l’inaugurazione dei Giochi ci abbiano accolto con entusiasmo. È il giusto premio di tanti mesi di fatica. Per noi, per G2, per il gruppo Casta Diva, rappresenta certamente un punto di inizio. Un’esperienza che volevamo fortemente e che siamo riusciti a vincere prima e a convincere dopo. Abbiamo portato a Taranto circa 350 persone tra lavoratori ed altri. Solo il corpo di ballo era fatto da 70 persone».

Per la cerimonia finale, annunciano «stiamo già lavorando in altre location dove proviamo la parte coreografica e quella musicale. Allo Iacovone faremo le prove dopo la finale del 31. Entreremo allo stadio intorno alle 24 del 31». Per l’inaugurazione, invece, dicono ancora Conticello e Bonello, “le lavorazioni dentro lo stadio, il set up, cioè mettere a terra tutto ciò che ci serviva, avvenivano la mattina. Poi per le prove facevamo intorno alle 18.30 le convocazioni e cominciavamo dopo cena. Quindi le 22-22.30 per finire tra le 4 e le 5 del mattino. È un qualcosa che si fa dove la temperatura non permette di lavorare di giorno. Già fatto in Asia e Africa. La cosa più importante del 21? Essere riusciti ad andare un po’ oltre lo show intercettando un’identità. Ha colpito molto l’Atleta di Taranto, una scultura gonfiabile interamente dipinta a mano: 15 metri di larghezza e alta 11. Un’opera d’arte. Dell’Atleta di Taranto esiste nel Museo solo lo scheletro. Noi abbiamo dato un volto a quello scheletro, un volto greco per evidenti ragioni. Attraverso dei motori, la scultura si è sollevata in 120 secondi e una volta finita la parata degli atleti, è uscita di scena in altrettanto tempo. In quest’ultimo frangente abbiamo lanciato un video che ci è servito sia televisivamente, che per fare il cambio scena, tant’è che lo stadio era al buio».

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