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Giorgia Meloni alla Milano fashion week e non all'Onu. Le opposizioni: "Che figuraccia per l'Italia"


V.G.

V.G. 24 settembre 2026 07:04

Giorgia Meloni alla cena di gala della Milano fashion week. LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

In abito nero e camicia bianca firmato da Ermanno Scervino, elegantissima, Giorgia Meloni ha preso parte ieri sera, mercoledì 23 settembre, alla cena inaugurale della "Fashion week", organizzata a Palazzo Reale dal Comune di Milano e dalla Camera nazionale della moda italiana. "Ho pensato che fosse particolarmente giusto essere qui quest'anno, in un momento che non è facilissimo per il comparto, che però continua a darci grandi risultati", ha detto la presidente del Consiglio arrivando a Palazzo Reale.

Il tutto è avvenuto nelle stesse ore in cui era in corso l'assemblea generale dell'Onu. Le opposizioni, con Italia Viva e Movimento 5 stelle in testa, hanno duramente criticato la scelta della premier di preferire l'evento sulla moda in Italia disertando invece l'appuntamento internazionale a New York.

Giorgia Meloni con alcuni partecipanti alla cena a Milano. Foto LaPresse Palazzo Chigi Filippo Attili

"Un segnale di presenza e vicinanza"

La premier a Milano ha spiegato di voler "dare un segnale anche fisico di presenza e di vicinanza, non solamente con i provvedimenti, non solamente con le risorse, come i cento milioni per incentivare gli investimenti. L'ultima di tante cose che stiamo facendo, però anche esserci fisicamente penso che sia un modo bello di dire grazie al settore per quello che fa, per la nostra economia, per la nostra forza, per la nostra rappresentazione nel mondo e anche per dire che il governo c'è", ha argomentato Giorgia Meloni.

Replicando a chi le chiedeva un commento sulla polemica legata alle parole del vicepremier Antonio Tajani sulla lunghezza della gonna, Meloni ha detto: "Ho già risposto, non ingigantirei e non mi pare che dobbiamo farne la materia di discussione della settimana della moda". La premier a fine cena ha salutato tutti gli ospiti presenti passando per i tavoli e ha abbracciato a lungo Toni Scervino, amministratore delegato del marchio Ermanno Scervino che l'ha vestita per l'occasione.

meloni milano fashion week lapresse
Meloni posa per i fotografi. Foto LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Le critiche di Ricciardi e Renzi

Le opposizioni attaccano. "Lo scenario internazionale è drammatico, il Medio Oriente è in subbuglio, la situazione in Ucraina sempre più delicata e diversi altri contesti richiederebbero l'attenzione di una premier che ama il suo Paese", ha detto Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera, segnalando che "eppure Meloni, con una scelta già di qualche giorno fa, decide di disertare l'assemblea Onu per fare invece delle interviste asservite da Vespa, tra l'altro senza contraddittorio, e per andare alla Fashion week di Milano".

Aggiunge ancora Ricciardi: "Forse la premier ha bisogno che qualcuno le ricordi delle guerre in corso e dei guai che gli italiani stanno passando a loro seguito, a cominciare dal caro carburanti e dell'energia. È ormai piuttosto chiaro - prosegue - che questo è un governo ai titoli di coda e che l'unica preoccupazione della premier resta quella di cominciare a raccogliere voti per le prossime elezioni, anche a discapito del Paese".

Da New York anche Matteo Renzi fa notare: "Sono tutti a New York. Quasi tutti. Perché Meloni non è venuta, e manda Tajani. Si riuniscono i governi, si alternano i leader di tutto il mondo, e lei non c'è. Credo sia una delle prime volte nella storia del nostro Paese che un presidente del Consiglio sceglie di non venire - dice il leader di Italia viva in un video postato sui social -. Al posto della premier - osserva ancora il leader di Italia Viva - è presente il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. In un mondo dove c'è la crisi energetica, i problemi dell'intelligenza artificiale, la guerra, perché l'Italia deve fare queste figuracce? Meloni rimane a casa per la campagna elettorale anziché venire come tutti all'assemblea generale. Ma partecipare all'Onu - incalza - è un dovere, non uno schiribizzo della premier. Che vergogna, che figuraccia".

Al tavolo con Meloni

A Milano, al tavolo con Meloni, oltre al prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, al sindaco Beppe Sala e al presidente della Camera nazionale della moda Carlo Capasa, c'erano anche l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, l'amministratore delegato di Kering Luca de Meo, l'ad di Dolce&Gabbana Alfonso Dolce, Frédéric Arnault di Lvmh, Diego Della Valle di Tod's, il patron di Otb Renzo Rosso, Remo Ruffini di Moncler, la Global editorial director di Vogue Anna Wintour, il ceo del gruppo Prada Andrea Guerra, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli.

Meloni alla cena di gala a Milano. Foto LaPresse Palazzo Chigi Filippo Attili

"Meloni ha sempre dimostrato interesse per la moda ed è un onore averla qui", ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dando il via al gala dinner organizzato in occasione del vernissage della mostra "Dalì e la moda". Firmato dai fratelli Enrico e Roberto Cerea del ristorante tre stelle "Da Vittorio", il menù della serata prevedeva come antipasto una terrina di melanzane con caprino e salsa al basilico e come portata principale i celebri paccheri alla Vittorio. In chiusura cannoncini riempiti al momento.

"Era il momento giusto per esserci, i segnali ci servono quando c'è il momento in cui bisogna darli, oggi andava dato un segnale alla moda di vicinanza e c'è stato, vuol dire che questa industria il governo la guarda", ha detto il presidente di Camera nazionale della moda, Carlo Capasa.

"Lei ha rubato del tempo in un periodo complicato per venire qui e abbiamo apprezzato molto il gesto di andare a salutare tutti gli imprenditori presenti, di voler capire la nostra industria e la filiera, ha trovato un minuto per ascoltare tutti", ha raccontato Capasa, spiegando che "durante la cena abbiamo parlato dello stato generale della moda e del bello della moda e del fatto che bisogna fare sistema ed essere tutti coesi, abbiamo parlato dell'importanza di formare le persone e del capitale umano e del salvaguardare anche le piccole imprese facendo un lavoro tutti insieme e fatto bene".