Torna nel 2026, entrando dalla strada maestra nel ciclismo che conta, il Giro di Campania. Torna il Campania alla sua 64ma edizione domenica e lo fa con l’organizzazione affidata alla Terenzi Sport Eventi di Roma, che domani promuoverà anche il Gran Premio del Lazio. Rientrerà in calendario di prepotenza il “Campania”, grazie all’impegno iniziale della oggi commissariata Lega del Ciclismo Professionistico e al convinto supporto della Federciclismo e del suo presidente Cordiano Dagnoni, con il braccio operativo regionale del comitato campano guidato da Umberto Perna. Ma se questo miracolo ha avuto successo a cielo aperto, nel cortocircuito spasmodico di due mesi scarsi, al di là del contesto tecnico, lo si deve all’impegno convinto della Regione Campania, dal presidente Roberto Fico all’assessore Fiorella Zabatta, responsabile del Settore Politiche Giovanili e Sport, e della Città Metropolitana di Napoli, con il suo vicesindaco Giuseppe Cirillo. C’è una attenzione inaudita delle istituzioni politiche locali verso il ciclismo, come ampiamente dimostrato d’altronde dalla presenza del Giro d’Italia a Napoli, voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, per gli ultimi cinque anni consecutivi.
Il ritorno del Giro coinvolge l’intera regione, con l’attraversamento di tutte e cinque le province, e rappresenta un volano turistico e scenografico eclatante. È la 64ma edizione di una classica che nacque a Napoli nel 1911 grazie a Il Mattino. E che non si disputa più dal 2001, ben 25 anni. Il Campania si inserisce direttamente come corsa valida per la Coppa Italia delle Regioni, la Challenge creata dalla Lega del Ciclismo Professionistico che mira a dare lustro alle corse del calendario nazionale. E come tale potrà dare spazio ed evidenza, sulle strade della regione, a quei talenti giovani e meno giovani del nostro ciclismo professionistico che non trovano ruolo spesso nelle formazioni e nelle manifestazioni di rango più squisitamente internazionale. E ci vengono in mente come protagonisti plausibili i nomi di Alessandro Fancellu, oggi leader del Giro di Abruzzo, di Filippo Conca, campione di Italia 2025, di Luke Plapp, un australiano campione su pista e strada e vincitore di tappa al Giro 2025, del sempre valido Andrea Vendrame, due successi al Giro (2021 e 2024), di Ludovico Crescioli, secondo quest’ultimo al Trofeo Matteotti di domenica scorsa.
È un Campania che torna all’esordio dell’autunno ed è una collocazione anomala certo per una corsa abituata alla primavera di marzo-aprile. Ma ad ogni modo, e sulla scorta di un meteo favorevole, il Campania di domenica promette il sole della buona novella, in un percorso avvincente che da Caserta, Reggia di Vanvitelli, arriverà al traguardo di Napoli, Piazza Plebiscito, dopo 193 chilometri di corsa. Si partirà, dopo una partenza platonica alle soglie della Reggia, per vivere il via agonistico a Maddaloni, un ombelico sentimentale del ciclismo campano, nobilitato dalla dinastia dei Marzaioli, fucina inossidabile di passione. E dopo aver superato Santa Maria a Vico entrerà per Arpaia e Montesarchio in provincia di Benevento. E dopo la città sannita, per Tufo e Prata, si raggiungerà Avellino. E da lì superando dopo Atripalda e Montoro, grande tradizione ciclistica nel nome di Vittorio De Martino, storico di Coppi e del suo amore con Giulia Occhini, planerà verso Salerno e la Costiera. E da lì, dopo Vietri ed Amalfi, il Campania ritroverà il suo topos iconico nella salita dell’Agerola, dopo Furore, con quella svolta a destra che sancì il volo pindarico ed irripetibile di Fausto Coppi nella edizione del 1955. E che dal belvedere di Bomerano, dove più che una stele marmorea c’è ancora pulsante il “biancoceleste” dell’Uomo-Ciclista ideale al comando, ammira il mare al di sotto e il passato alle spalle. Il Campania scenderà su Castellammare e inizierà il lungo avvicinamento a Napoli, trenta chilometri di entroterra e paesi che attendono il ritorno del proprio Giro personale: Pompei, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano, Portici. Fino alle strade della Marina, che accompagneranno i corridori a Napoli e al suo traguardo inedito - per il Campania - di Piazza Plebiscito.
Vi saranno a conferma dell’importanza dell’evento - presentato ieri presso il palazzo della Regione Campania a Santa Lucia - 18 team, tra rappresentanti del World Tour, professional italiane, spagnole, francesi e cntinental italiane. Alla partenza ci saranno tre ragazzi campani: il napoletano di Caivano Giuseppe Sciarra e i casertani Michele Pascarella ed Ivan Toselli, in gara i primi due per la Solution Tech Nippo Rali e il terzo per la Continental Technipes Emilia Romagna. Il Giro di Campania attende il successore di Dimitri Konychev, il russo primo nel 2001. Ma che ancora più non dimentica che il suo unico vincitore ufficiale campano resta negli albi d’oro Alberto Temponi, un napoletano verace, del Vomero, anno 1927.