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Giuliani, coach giramondo: "Nostalgia dell’Italia? Sì, ma lottare per vincere mi manca molto di più"


Il settempedano allenatore di volley torna in Grecia all’Olympiakos, dopo le esperienze in Bulgaria, Turchia e Slovenia: "Ora viaggio in moto, la grande passione dopo la pallavolo, e mi riposo nella mia San Severino".

Il settempedano allenatore di volley torna in Grecia all’Olympiakos, dopo le esperienze in Bulgaria, Turchia e Slovenia: "Ora viaggio in moto, la grande passione dopo la pallavolo, e mi riposo nella mia San Severino".

Ogni grande viaggio prevede un ritorno, e per chi ha conquistato Atene, la Grecia non è mai davvero un capitolo chiuso. Come in una moderna Odissea, dopo aver guidato le sue navi tra i palazzetti d’Europa e aver sollevato la Challenge Cup sotto il cielo ellenico, assieme allo scudetto 2023, Alberto Giuliani fa ritorno nella città degli dei. Per lui, infatti, Atene non rappresenta solo una tappa di carriera, bensì la sua "Itaca" sportiva, un luogo del cuore dove ha lasciato un’impronta indelebile e dove il destino lo ha richiamato. Non sono passati dieci anni, come nella storia di Ulisse, ma solo tre...

Nel frattempo è stato in Turchia, Bulgaria e Italia, prima era stato in Slovacchia, Polonia e Slovenia; ora vola di nuovo la Grecia: cosa la spinge a riabbracciare i colori biancorossi dell’Olympiakos? "L’idea di poter vivere una sfida stimolante". Quale? "L’Olympiakos è una delle più importanti polisportive del mondo per numero di discipline praticate e per atleti tesserati. Parliamo di una realtà vincente, pensiamo solo alla recente Eurolega vinta nella palla a spicchi o al triplete conquistato dalla pallamano maschile con Riccardo Trillini (tecnico cingolano; ndr); pure il calcio va abbastanza bene. Non da meno sono i programmi per il volley: il Club vuole crescere".

Non le manca l’Italia? "Sì, certamente... Sotto molti aspetti, però mi manca molto di più lottare per vincere. A me piace fare con passione il mio lavoro per essere competitivo". E Modena, la piazza che ha lasciato? "È un’esperienza positiva che ogni allenatore dovrebbe avere la fortuna di fare. Lì ci sono persone competenti, il pubblico è straordinario, nell’ambiente si respira davvero pallavolo".

Ma da quant’è che non vince? "Proprio dalla stagione con l’Olympiakos". Quell’anno riuscì a portare anche la Nazionale della Turchia in Vnl: un altro successo. Le manca un doppio incarico? "Non è che mi manca, il problema è che se alleni in Italia devi pagare una penale di 100mila euro per poter allenare anche una Nazionale. Quindi, arrivando a Modena, ho lasciato, ma in futuro non è detto che non possa tornare ad avere un doppio incarico. Adesso però sto concentrato solo sull’Olympiakos perché, come detto, voglio tornare a vincere".

Restando in tema di Nazionale, cosa pensa di quella italiana? "L’idea di dare spazio ai giovani in Vnl è stata giusta, magari sapendo che qualche risultato sarebbe potuto venir meno. È importante che ragazzi di talento facciano esperienza in campo internazionale. Fra un po’ ci sarà l’Europeo, rientrerà Michieletto, una colonna portante del gruppo. La squadra è forte, farà bene".

Parallelismi con il calcio? "Non ci sono. La Nazionale azzurra soffre l’egemonia dei Club. I giocatori italiani giocano poco. Il problema non è di difficile interpretazione, ma di difficile soluzione...".

Veniamo alla prossima SuperLega... "Penso che Perugia, la Lube col nuovo palleggiatore e Trento abbiano una marcia in più delle altre". Giusto, a proposito di Nikolov, lei ha allenato il papà Vladimir a Cuneo, giusto? "Eh sì, con lui vincemmo lo scudetto, la Coppa Cev e la SuperCoppa italiana, tutto nel 2010. Il punto decisivo per il tricolore lo mise giù proprio lui. Ricordo bene Aleksander e Simeon da piccoli che giravano per casa quando ci vedevamo con le famiglie. Vladimir era un opposto pesantissimo, i figli non potevano che diventare forti".

Una battuta sul suo amico "Potke", nuovo direttore sportivo dei cucinieri. Come lo vede? "Lui è come un fratello per me, siamo stati insieme a Corigliano, poi alla Lube. Sono contento per questo suo ruolo: è una brava persona e molto competente".

Quando inizierà la sua stagione? "Parto a fine agosto, cominceremo a settembre anche noi a ranghi ridotti per via dell’Europeo". Che accoglienza si aspetta? "È un posto in cui già sono stato, mi conoscono. Atene è una capitale che trasuda di storia e cultura, i tifosi sono passionali ed esigenti. Il livello del campionato è buono, tutti i Club hanno aumentato il loro budget, in particolare 5 o 6 formazioni sono più competitive delle altre. L’Olympiakos comunque ha una bella squadra".

In attesa di ricominciare cosa fa? "Viaggio in moto, la mia grande passione dopo la pallavolo. Sono stato in Piemonte per un camp, poi sulle Dolomiti e in Grecia per lavoro. Giro, mi aggiorno e mi riposo nella mia San Severino".