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Giusy Ferreri, "debutto da scrittrice con noir che nasce dall'amore per Poe" - Libri - Narrativa - Ansa.it


 GIUSY FERRERI, LE VOCI INTERROTTE (SOLFERINO, 304 pp, 19,50 euro) È una notte tranquilla a Pavia. Usciti da un locale alcuni ragazzi stanno chiacchierando nella piazza sotto la statua dedicata alla dea Minerva quando, a un tratto la statua si anima e la dea si dilegua nella notte. Poche ore dopo, nel fiume viene ritrovato il cadavere di Josh River, un giovane musicista che stava lavorando al suo nuovo album nella sala di registrazione di una grande casa discografica. Gli eventi precipitano: il cadavere di Josh scompare, altre due morti sospette si susseguono, e una giovane e bellissima cantante di nome Minerva si offre di coadiuvare le indagini. È un debutto letterario dalle sfumature gotiche e fantasy quello di Giusy Ferreri, che ha messo momentaneamente da parte la musica per dedicarsi a quello che è stato un amore fin dalla gioventù, la scrittura.
    "Mi è sempre piaciuto raccontare, scrivere, avere la possibilità di romanzare. Sono cresciuta amando Edgar Allan Poe, ma anche Hermann Hesse, Luigi Pirandello, Italo Calvino, Cesare Pavese, Oscar Wilde e William Shakespeare. Ora questo amore si è tradotto in un noir, che è nato in maniera spontanea e naturale.
    Quasi interamente scritto nelle note del telefono", racconta l'artista alla quale in passato era stato chiesto di dedicarsi ad una'autobiografia "ma ho sempre pensato che era bello raccontarsi dopo anni di percorso artistico".
    Nel romanzo, come ogni scrittore che si rispetti, non poteva non portare il suo mondo, quello della discografia, il cui ritratto un po' gretto non è particolarmente esaltante. "Non è un j'accuse contro certe dinamiche. Ho voluto banalizzare su argomentazioni trite e ritrite. Ho preso luoghi comuni e li ho contornati di grottesco. Non racconto sottili verità. Io però sono un po' in tutti i personaggi. C'è tanto di me plasmato su ognuno di loro. Ho scelto la dea Minerva come personaggio principale perché è sensibile all'arte, alla poesia, ai musicisti, agli artigiani. In tempo di IA e di costruzione artistica, mi ha sempre affascinato questa figura della preservazione dell'arte". L'Intelligenza artificiale, che tanto affascina e tanto spaventa. "Io non l'ho usata e non la uso, né nella scrittura né nella musica. Sono vecchio stampo e non tecnologicamente dotata, anche con i social ho sempre avuto un rapporto a distanza. Ma credo che comunque l'IA vada sempre pilotata dalla mente umana, che ha capacità sconfinate. Non sono contraria al suo utilizzo, ma mi preoccupa l'idea di non sapere dove ci possa portare un suo uso sproporzionato". Un approccio che poco si concilia con l'essere mamma di una figlia di 9 anni.
    "Mi arrabbio con Beatrice quando mi ruba il telefono, ma non perché non voglio che guardi certe cose, ma per come lo fa.
    Cerco di farla ragionare e di instillarle la consapevolezza per capire la giusta misura dell'utilizzo e della propria esposizione. La giusta misura per non esserne travolti e allo stesso tempo per non essere tagliati fuori".
    La dedica che ha voluto in apertura al libro - ambientato a Pavia, "simbolo di una provincia che ho conosciuto anche io, dove non hai tante opportunità, ma senti la voglia di evasione.
    Senza un senso di noia, non può nascere un grande sogno. Ma è anche legata ai miei ricordi di bambina, quando mia madre mi portava in ospedale per i miei problemi cardiaci e vedevo questa grande statua di Minerva" - è "a tutte le voci del mondo", ma senza un riferimento specifico a ciò che succede ogni giorno intorno a noi. "Non ho mai voluto prendere una posizione politica. Mi sono sempre definita apolitica. E con questa frase ho voluto dare voce a ogni singolo pensiero. Passato e presente.
    Le voci del mondo come anima".
    Il sogno nel cassetto di Giusy Ferreri sarebbe quello di portare il libro anche sullo schermo. "Nella mia testa l'idea c'è. E sarebbe l'unione tra il mondo di Poe e quello fantasy di Tim Burton che ho altrettanto amato. Vorrei far fruire altre vicende e farne una serie tv". Nel frattempo la musica non è rimasta a guardare. Ad agosto è uscito il brano Vuoto Cosmico, secondo capitolo della sua collaborazione con Michele Canova Iorfida iniziata a gennaio con Musica Classica, in alternanza con l'esprienza collettiva del progetto Bloom. "Per il momento non c'è un album in vista, per quello - in questi tempi che viaggiano veloci - c'è bisogno di avere una giusta esposizione, di una vetrina come Sanremo per riuscire a mantenere viva l'attenzione e non bruciare tutto subito. Dal festival manco in gara da qualche anno e materiale ne è da presentare: la voglia di tornare c'è sempre, vediamo".
   

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