Fra domenica e lunedì gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran per la nona notte consecutiva e l’Iran ha risposto bombardando molti stati del Golfo, fra cui Bahrein, Giordania e Kuwait. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che i bombardamenti sono stati compiuti «in onore» dei tre soldati statunitensi morti negli ultimi giorni a causa degli attacchi iraniani: sono i primi a essere uccisi dall’inizio del cessate il fuoco di aprile, ormai di fatto saltato.
Il comando delle forze armate statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha detto di aver preso di mira centri di comando militari iraniani, siti di difesa aerea e di sorveglianza costiera, siti di lancio di missili e droni e infrastrutture per la comunicazione. L’Iran ha detto che a essere colpito è stato anche il cantiere di una centrale nucleare nel sud-ovest del paese, la cui costruzione è ancora nelle fasi preliminari. L’agenzia internazionale per l’energia atomica ha dichiarato che ai tempi della sua ultima visita il sito non conteneva ancora materiale nucleare.
L’Iran ha risposto attaccando i paesi alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. In particolare il Kuwait ha detto che uno dei suoi impianti di produzione di energia elettrica e di desalinizzazione dell’acqua è stato attaccato per la seconda volta in due giorni, provocando un nuovo incendio. La Giordania ha detto di essere stata attaccata ma di essere riuscita a intercettare tutti i missili e i droni, evitando vittime e danni. Uno degli obiettivi era la città di Aqaba, vicina al confine con Israele, che ha detto di aver lanciato due missili intercettori dalla città di Eilat per evitare la caduta di detriti sul suo territorio.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato di riprendere gli attacchi contro l’Iran nel momento in cui il paese ricomincerà a bombardare Israele.
Sono continuati anche gli attacchi nello stretto di Hormuz, che l’Iran ha ricominciato a bloccare del tutto da quando sono ripartiti gli attacchi statunitensi. L’agenzia della marina britannica che registra gli attacchi contro le navi commerciali (UKMTO) ha detto che una nave ha preso fuoco vicino alle coste dell’Oman, nella rotta che l’esercito statunitense consiglia di seguire per evitare i controlli iraniani. Le cause dell’incendio non sono state annunciate, ma i missili iraniani hanno colpito diverse volte le navi in quella zona. I Guardiani della Rivoluzione, il corpo armato più potente in Iran, hanno dichiarato di aver fatto esplodere due petroliere che stavano cercando di attraversare lo stretto evitando il suo controllo.
Sono passati 33 dei 60 giorni che l’Iran e gli Stati Uniti si erano dati per arrivare a un accordo più stabile e duraturo, dopo il memorandum d’intesa (memorandum of understanding in inglese) firmato lo scorso 17 giugno. Al momento però i negoziati sono fermi e il raggiungimento di un accordo definitivo sembra poco probabile.
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