Le dichiarazioni del presidente argentino Javier Milei hanno riportato le isole Falkland al centro della tensione internazionale. Buenos Aires continua a rivendicare l’arcipelago, chiamato Malvinas dagli argentini, ma a Londra non ritengono che alle parole possa seguire, almeno nel breve periodo, un’azione militare. Secondo le valutazioni britanniche, le forze armate argentine non rappresentano attualmente una minaccia credibile per il territorio. Il Regno Unito mantiene comunque sulle isole un dispositivo militare consistente, concentrato soprattutto nella base della Raf Mount Pleasant, nella parte orientale dell’arcipelago.

I Typhoon e il sistema Sky Sabre, La difesa aerea è affidata innanzitutto a quattro caccia Typhoon. A questi si aggiunge il sistema missilistico Sky Sabre, capace di controllare contemporaneamente il volo di 24 missili e di indirizzarli contro altrettanti obiettivi. Il suo intercettore, il Common Anti-Air Modular Missile, può raggiungere una velocità di circa 3.700 chilometri orari ed è progettato per contrastare caccia, droni e ordigni guidati. Essendo composto da tre elementi separati, il sistema può essere trasferito in diversi punti delle isole. A Mount Pleasant è presente stabilmente anche un aereo da trasporto A400. La Raf, tuttavia, non starebbe valutando un aumento dei velivoli schierati nell’arcipelago.
I militari e la nave HMS Medway. Il contingente complessivo è formato da circa mille militari, comprendendo piloti, equipaggi, tecnici, ingegneri e personale del comando. Una compagnia di fanteria di 120 uomini viene sostituita periodicamente e svolge pattugliamenti, presidia le alture e protegge le stazioni radar. Nelle acque dell’Atlantico meridionale opera inoltre la HMS Medway, una nave da pattugliamento offshore. Non ha la potenza di un cacciatorpediniere, ma può sorvegliare le acque attorno alle isole e impiegare il proprio armamento in caso di attacco. Le portaerei britanniche non si trovano invece nella regione. Per raggiungere le Falkland da Portsmouth impiegherebbero circa quattro settimane, percorrendo quasi 13 mila chilometri. Londra considera però le difese già presenti proporzionate al livello attuale della minaccia.
La disputa sulle Falkland dura da quasi due secoli. Il Regno Unito controlla l’arcipelago dal 1833, ma l’Argentina ne rivendica la sovranità per la vicinanza geografica e perché considera le isole parte del territorio ereditato dalla Spagna dopo l’indipendenza. Nel 1982 la giunta militare argentina occupò le isole, provocando la reazione del governo britannico di Margaret Thatcher. La guerra durò 74 giorni e terminò con la resa argentina e il ritorno dell’arcipelago sotto il controllo di Londra. Buenos Aires non ha mai rinunciato alla propria rivendicazione. Gli abitanti delle Falkland, tuttavia, si sono espressi nettamente in favore del mantenimento dello status di territorio britannico d’oltremare: nel referendum del 2013 il 99,8 per cento dei votanti scelse di restare sotto la sovranità del Regno Unito.
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