«L'Espresso per la pace» è arrivato in perfetto orario, alle 13, alla stazione ferroviaria «Pasazhyrskyi» di Kiev. Gli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, provenienti dal colloquio - protrattosi fino a tarda notte al Cremlino - con il presidente russo Vladimir Putin, sono stati ricevuti sul binario dalle autorità ucraine tra sorrisi e strette di mano.
Dopo poco, in centro città, sono iniziati i tre round di incontri previsti, in cui gli americani hanno presentato il nuovo piano Usa per mettere fine alla tragedia dell'Est. Nel primo erano presenti i due emissari di Trump, il presidente Volodymyr Zelensky, il suo capo di gabinetto Kyrylo Budanov, il vice di Budanov, Serhiy Kyslytsya, e il segretario del Consiglio di sicurezza, Rustem Umerov. A conclusione, il genero di Trump Kushner ha dichiarato di sperare che il suo primo viaggio in Ucraina porti «a nuovi modi per promuovere» la pace. Il presidente Usa, ha spiegato, non vuole solo porre «fine alla guerra», ma anche creare le condizioni per una pace duratura. Il collega Witkoff ha definito la discussione avuta «molto significativa, sostanziale, importante». Serviranno - ha poi chiarito - «dei compromessi, le parti riducano le questioni in sospeso. Pensiamo di avere gli ingredienti per arrivarci».
Gli americani dovrebbero presentare presto un «pacchetto» di iniziative e riorganizzare trattative nel formato trilaterale (Usa, Russia, Ucraina). È seguito il secondo round di colloqui ucraino-americano. Quindi il terzo, a cui sono stati invitati a partecipare i consiglieri per la sicurezza nazionale di Gran Bretagna, Francia e Germania.
Ieri a Kiev ci si è anche confrontati sulla ricostruzione, su problematiche economiche e su un non chiaro «piano di prosperità» per l'Ucraina. «La questione territoriale - ha commentato Zelensky - rimane rilevante. Ne abbiamo discusso. Ma rimango dell'opinione che nodi così complessi si risolvano solo a livello di presidenti». Agli americani il leader ucraino ha ribadito che «il problema dei (ndr. sistemi di difesa anti-aerea) Patriot è molto urgente e importante per noi. Se la guerra dovesse continuare in inverno - e finora sembra proprio di sì - contiamo molto sul "pacchetto invernale"» di fornitura Usa. Sui nodi economici e di sicurezza, ha rimarcato Zelensky, Kiev chiede «garanzie solide e chiare».
Purtroppo, anche durante la missione Usa di pace, si è continuato a morire. La tregua di tre giorni annunciata vale solo per le due capitali, Mosca e Kiev. Droni scatenati ovunque. A Rjazan' è stata bombardata la locale raffineria che ha una capacità da 17 milioni di tonnellate annue e rifornisce la regione di Mosca di carburante. A Rostov 4 persone sono rimaste ferite da detriti volanti finiti sulle loro case. Raid sono segnalati in 14 regioni. 258 sono i droni abbattuti dalla contraerea federale. Come spesso accade, è stata presa di mira la regione di Belgorod.
L'altro ieri Zelensky aveva denunciato il bombardamento degli aeroporti di Kiev, in particolare dello scalo di Boryspil, chiuso dal febbraio 2022, «per evitare che la missione Usa viaggiasse in aereo». Undici città sono state colpite. Un bambino di 11 anni, una ragazza di 19 anni e un uomo di 45 anni sono morti in un raid. La Difesa ucraina ha comunicato di aver neutralizzato 88 dei 108 tra missili e droni lanciati. Sabato un missile balistico è piombato su un impianto siderurgico nella regione di Dnipro, causando la morte di cinque persone, danni agli impianti e alle infrastrutture.
«Con animo addolorato - ha detto all'Angelus Papa Leone XIV - ho seguito le notizie dei violenti attacchi che hanno provocato in Ucraina la morte di persone innocenti». Quindi un nuovo appello a mettere fine alla violenza e ad «aprire i cuori al dialogo» e alla pace. «Auspico - ha proseguito il Santo Padre - che gli sforzi intrapresi in questi giorni per riprendere i negoziati portino frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia».
La tensione internazionale rimane alta. «Le accuse di Berlino sono l'inizio di una guerra» - ha minacciato il ministro degli Esteri russo, Serghej Lavrov -. E poi: «Hanno trovato un drone. Hanno detto che era un russo, ma nessuno si è preso la briga di indagare». Il riferimento è al drone pieno di esplosivo, scoperto ad agosto, vicino a due velivoli da trasporto ucraino all'aeroporto di Lipsia. Il cancelliere Merz aveva detto sabato che solo «per un caso fortuito» si è evitato «un inferno».
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