Josko Gvardiol, difensore del Manchester City e della Nazionale croata, ha parlato ai microfoni di The Athletic soffermandosi su alcuni temi centrali del presente e del futuro del club inglese. Dall’addio di Pep Guardiola alla partenza di John Stones e Bernardo Silva, il centrale croato ha raccontato sensazioni, retroscena e rapporti personali maturati nello spogliatoio dei Citizens.
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Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio Guardiola, che ha lasciato il Manchester City dopo un ciclo lungo e vincente. Per Gvardiol, il momento scelto dal tecnico per comunicare la decisione è stato corretto.
Il difensore croato ha spiegato così la situazione: «L’addio di Pep? Alcuni direbbero che avrebbe potuto dircelo prima, altri direbbero di no. È stato il momento perfetto, perché se ce l’avesse detto prima avrebbe potuto avere un impatto psicologico. Sapevamo che prima o poi avrebbe dovuto dircelo. È stato con noi per 10 anni, ed è ora di riposarsi un po’, di andare in pensione. Lo sentivamo. La stagione precedente era indeciso, sul punto di andarsene, poi è rimasto, il che è stato fantastico perché ci ha permesso di provare a vincere qualcosa per un’altra stagione. Due stagioni fa abbiamo faticato, con 13 partite senza vittorie. Purtroppo era giunto il momento di andarsene, ma chissà, magari tra sei mesi ritroverà le energie».
Parole che raccontano il peso dell’addio di Guardiola, ma anche la consapevolezza di un gruppo che aveva percepito la fine di un ciclo.
Spazio poi al rapporto con John Stones e Bernardo Silva, due figure importanti nello spogliatoio del Manchester City. Gvardiol ha ricordato soprattutto il legame con il difensore inglese: «John Stones e Bernardo Silva? Quando ero più giovane, non direi che John fosse il mio idolo perché ero già un difensore, ma era uno dei migliori difensori. È un segreto, ma ogni stagione gli chiedevo di autografarmi una maglia. Eravamo molto legati. Parlavamo di calcio, ma non sempre perché è impossibile parlare di calcio tutti i giorni: a volte abbiamo bisogno di staccare la spina. Ogni volta che organizzavamo cene di squadra, feste o altro, lui e Matheus Nunes erano sempre tra i più divertenti. Era un tipo simpatico. Ora dobbiamo vedere, perché John non c’è più, quindi sentirà la mancanza della sua anima gemella. Anche Bernardo è una persona fantastica, con un carattere eccezionale. Quanto abbiamo perso? Lo scopriremo quando ci ritroveremo all’inizio della stagione, ma ci mancheranno entrambi. Stones all’Inter? È il club perfetto per John. Gli piacerà tantissimo stare in Italia».
Le parole di Gvardiol fotografano un Manchester City pronto ad aprire una nuova fase dopo anni di dominio con Guardiola. L’addio di figure come Stones e Bernardo Silva rappresenta un passaggio delicato, ma anche l’inizio di un nuovo percorso.
Il centrale croato, ormai riferimento della difesa, sarà chiamato a prendersi ancora più responsabilità in una squadra che dovrà ricostruire identità, leadership e ambizioni dopo la fine di un’era.
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