BELLUNO - «Se fosse possibile, cioè se la legge lo consentisse, personalmente vorrei che i soldi trovati da Haider fossero utilizzati per lui, per interventi a suo favore». Marco Dal Pont, assessore al Sociale del Comune di Belluno, è venuto a sapere solo ieri del gruzzolo di soldi fatti generosamente volare dal profugo iracheno che da anni staziona in via Tiziano Vecellio e che la Polizia, dopo averli recuperati lo scorso 5 agosto, ha depositato all’economato di Palazzo Rosso. Ma alla richiesta di un ipotetico utilizzo della somma, risponde così: «Dobbiamo verificare ciò che si può fare, vorrei poter usare quegli euro proprio per lui. Ma questa al momento è solo una mia idea, dovremo capire se ci sono vincoli normativi». Euro che dal verbale conservato all’ufficio Economato del Comune risultano essere 4.390 e non 4mila come indicato ieri. Insomma: se fosse possibile, la generosità di Haider che non ha tenuto per sé quanto trovato per strada, tornerebbe a suo vantaggio sotto forma di servizi.
In questi anni il senzatetto non è mai stato lasciato solo e la difficoltà è stata piuttosto quella di aiutarlo veramente, non di volerlo aiutare. La conferma arriva dallo stesso Dal Pont: «Da Haider settimanalmente si reca il personale dei servizi sociali. E siccome “parla un dialetto particolare” è stato fatto arrivare a Belluno anche un traduttore per aiutarsi nella comprensione della lingua». Ma è stato uno sforzo che evidentemente non ha infranto il muro che in questi anni egli ha alzato e che poche persone sono riuscite a rompere, sempre e solo per tutelarlo.
A dire la verità nel luglio del 2024, di notte, egli è stato derubato dei soldi a cui, come si è capito egli attribuisce alcun valore, ma che diverse persone lasciavano vicino al suo giaciglio. Ed affinché questi non andassero persi e dispersi, i volontari che da anni lo seguono avevano collocato nei pressi una cassettina. Con questi soldi una signora gli comprava delle sigarette per evitare che egli andasse a raccogliere i mozziconi nel posacenere del negozio gestito da cinesi che si trova nei pressi. Uno dei volontari che in forma anonima lo aiuta commentò in questo modo il fatto: “Si tratta di un episodio per me molto squallido e triste che riguarda la profonda miseria morale che ci circonda anche qui a Belluno: in pratica hanno derubato un indigente assoluto e del tutto inerme”. Parole a cui non serve aggiungere altro.
Le persone che si curano di lui sono sempre in allerta e preoccupate. Soprattutto con l’arrivo della brutta stagione, della pioggia e del freddo. Ogni tanto Haider cambia rifugio e luogo dove dorme, anche se quest’ultimo si trova al riparo. E fa perdere le sue tracce. Lo scorso inverno, quando la temperatura era scesa a -10°, nessuno sapeva dove fosse né dove trascorresse la notte. Particolari che avevano alzato il livello di attenzione nei suoi confronti. Una persona tanto mite, quanto misteriosa.
E misteriosa continua ad essere anche l’origine della valigetta contenente le migliaia di euro in banconote da 500. Un giallo che per esser risolto non può prescindere proprio dal fatto che nessuno si è fatto viva per reclamare il contenuto. I fatti risalgono al pomeriggio dello scorso 5 agosto. Alle 17, l’ora di punta, accanto allo store “Caddy” a lato della strada compare Haider che come in un film cammina spargendo bigliettoni da 50 euro come niente fosse. Avvista, interviene la Polizia che recuperati i 4.390 euro aspetta che qualcuno si faccia vivo. Ma trascorso qualche giorno, consegna tutto al Comune che ora deve decidere cosa farne.
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