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Pubblicato il 17 Agosto 2026 ore 09:00
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Nella storia della Formula 1 vi sono state (e vi sono) numerosissime rivalità interne tra compagni di squadra, alcune delle quali divenute leggendarie. Basti pensare a quella tra Alain Prost e Ayrton Senna a fine anni ’80 in McLaren, nello stesso team in cui, nel decennio successivo, condivisero il box Mika Hakkinen e David Coulthard. Due piloti che, anche in quel caso, contribuirono ai successi iridati della Casa di Woking, ma senza dar vita a grandi tensioni.
Una rivalità rimasta sempre sana, ancor più in un top team, ricordata dallo scozzese al podcast Up to Speed, con l’ex pilota che ha fatto riferimento al contatto avvenuto tra i due nel Gran Premio d’Austria del 1999. Un episodio che non ebbe conseguenze, come ha confermato da Hakkinen: “Fa parte delle corse. Fa parte dell’essere compagni di squadra. È assolutamente normale. Ma per qualche ragione, entrambi sapevamo che c’era un futuro, un futuro in cui avremmo potuto avere successo insieme – ha spiegato il due volte iridato finlandese – possiamo fare grandi cose per la squadra, quindi non ha senso covare rancore per due o tre mesi. Risolviamo la questione, andiamo avanti e torniamo a correre. Sì, abbiamo ricevuto supporto dalla dirigenza. Ma è andato tutto bene, e come hai detto, quando mi hai toccato al Gran Premio d’Austria, è stato solo un piccolo contatto. Non hai rotto la mia macchina, e non hai rotto la tua. Quindi siamo riusciti ad andare avanti”.
Un fatto che Coulthard ha associato ad altri verificatisi negli ultimi anni, uno dei quali, curiosamente, proprio in McLaren: “Se guardiamo ai piloti moderni, credo che l’esempio più simile a quello che abbiamo visto come compagni di squadra sia quello che abbiamo visto con Norris e Piastri – ha commentato – l’anno scorso ci sono state diverse occasioni in cui sono quasi entrati in contatto. Ci sono state diverse volte in cui il team ha cercato di gestire le aspettative dei piloti”.