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«Ho mollato tutto e mi sono trasferita a Lisbona: la mia vita è migliorata e sono più in salute, ma ho avuto difficoltà col lavoro»


Dopo anni passati a costruire una carriera stabile nelle pubbliche relazioni, si è ritrovata esausta e con il desiderio di cambiare vita. Così ha deciso di lasciare tutto per inseguire il sogno di diventare giornalista e trasferirsi in Europa, scegliendo un master a Lisbona, città che non aveva mai visitato prima. Dieci mesi dopo, il bilancio è agrodolce: una quotidianità più sana e ricca di stimoli, ma anche difficoltà economiche che non aveva previsto. A raccontarlo, in un'intervista a Business Insider, è Yasmine Hamdi.

Più sport e salute

A Lisbona ha ritrovato due passioni coltivate fin da adolescente, surf e skateboard, che a New York le risultava difficile praticare con costanza. «Lì fare esercizio fisico al di là del semplice camminare era sempre stato un peso», racconta. Ora, con spiagge a mezz'ora dal centro città e skatepark di livello internazionale sparsi per il Paese, il Portogallo le ha permesso di riavvicinarsi a entrambi gli sport e di costruirci intorno una comunità.

Amicizie più internazionali

Vivere a Lisbona, spiega, l'ha spinta fuori dalla propria zona di comfort. Se a New York era facile restare dentro cerchie sociali familiari, il trasferimento l'ha costretta a mettersi in gioco, rendendo paradossalmente più semplice stringere nuove amicizie. «Le conversazioni con persone nuove a Lisbona iniziano spesso parlando di da dove veniamo e cosa ci ha portati qui», racconta, «non con le presentazioni riguardo la carriera a cui ero abituata a casa».

Da quando si è trasferita, dice, non le è mai stato chiesto che lavoro faccia. Le amicizie costruite in città, tra skatepark ed eventi comunitari, arrivano da tutta Europa e oltre, portandole - a suo dire - anche una comprensione più profonda delle sfide vissute da chi arriva da altri Paesi.

Il costo della vita e il lavoro

Il rovescio della medaglia riguarda il costo della vita e un mercato del lavoro più chiuso del previsto. Lisbona è tra le città europee con il peggior rapporto tra affitti e stipendi, dice. A pesare di più è stata la ricerca di un lavoro part-time nella ristorazione per integrare gli studi: nonostante gli sforzi per imparare il portoghese, trovare un impiego senza parlarlo in modo fluente si è rivelato molto più difficile del previsto, e anche gli stage retribuiti sono risultati difficili da ottenere per una studentessa internazionale. A complicare i conti, anche il deprezzamento del dollaro, che nota ogni giorno nei cambi valuta, tanto da doversi appoggiare ai risparmi più di quanto avesse messo in conto.

Nonostante le difficoltà, dice di non essersi pentita della scelta: qualunque cosa succeda, porterà sempre con sé quella che i portoghesi chiamano "saudade" - un nostalgico senso di malinconia e nostalgia per le persone e i luoghi conosciuti... oltre ai tramonti sul fiume Tago.


Ultimo aggiornamento: sabato 5 settembre 2026, 05:00

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