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Aito M6 “viaggia nel tempo”: Huawei smentisce e presenta denuncia - News - Automoto.it


Sui social cinesi sono diventate virali alcune immagini di una Aito M6 con una data di produzione fissata a ottobre 2026. Il marchio controllato da Huawei ha smentito tutto: la targa VIN originale risalirebbe a luglio ed è stata modificata digitalmente.

7 settembre 2026

Un’auto costruita nel futuro? È questa la storia che nelle ultime settimane ha iniziato a circolare sui social cinesi, accompagnata dalle immagini di una Aito M6 con una data di produzione apparentemente fissata a ottobre 2026.

Una vicenda che potrebbe sembrare curiosa, se non fosse che dietro quelle immagini c'è una vera e propria accusa nei confronti di Aito, marchio di veicoli a nuova energia appartenente alla Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA) di Huawei.

L'azienda ha deciso di intervenire direttamente, negando categoricamente l'esistenza di vetture “costruite in anticipo” e arrivando a presentare una denuncia alla polizia cinese. Aito non esclude inoltre ulteriori iniziative legali nei confronti di chi ha diffuso le immagini.

La targa della discordia

Il caso è nato dalla diffusione online di alcune fotografie che mostrerebbero la targhetta VIN di una Aito M6. Il dettaglio che ha attirato l'attenzione degli utenti è proprio la data di produzione, indicata come ottobre 2026.

Il fenomeno è stato rapidamente associato a espressioni come “auto che viaggiano nel tempo” o “auto del futuro”, con le immagini diventate virali sulle piattaforme social cinesi.

Aito ha però pubblicato una smentita attraverso il proprio account ufficiale WeChat dedicato al fact-checking. Secondo il costruttore, la vettura immortalata nella fotografia originale sarebbe stata prodotta nel luglio 2026.

La controversa immagine della targhetta sarebbe invece stata alterata utilizzando Photoshop o strumenti di intelligenza artificiale.

Il marchio ha pubblicato anche quella che sostiene essere la fotografia originale, permettendo un confronto diretto tra le due immagini.

La targhetta accusata di riportare la data errata
La targhetta accusata di riportare la data errata

Numeri di telaio identici

Il confronto tra le due targhette fornisce un elemento piuttosto curioso. Secondo Aito, infatti, entrambe riportano gli stessi codici del modello, numero di telaio, codice del motore e specifiche tecniche.

Le differenze riguarderebbero esclusivamente elementi come illuminazione, angolazione della fotocamera e, soprattutto, la data di produzione.

Per Aito si tratta quindi di una manipolazione dell'immagine e non della prova dell'esistenza di vetture prodotte con largo anticipo rispetto alla loro effettiva commercializzazione.

Il costruttore ha spiegato di aver raccolto le prove relative alla vicenda e di averle consegnate alle autorità. La denuncia alla polizia è già stata presentata, mentre l'azienda si è riservata il diritto di intraprendere ulteriori azioni legali.

Che cos'è la Aito M6

Al centro della vicenda c'è uno dei modelli più accessibili della gamma Aito. La M6 è un SUV di segmento medio e di fascia premium, disponibile in Cina sia con motorizzazione completamente elettrica sia con sistema EREV, cioè elettrico ad autonomia estesa.

Le versioni elettriche arrivano a una percorrenza dichiarata di 760 km secondo il ciclo CLTC, equivalenti a 616 km nel ciclo WLTP. Le varianti EREV possono invece percorrere fino a 355 km in modalità esclusivamente elettrica secondo il ciclo CLTC, pari a 288 km WLTP.

Come gli altri modelli della famiglia HIMA, la M6 sfrutta alcune tecnologie sviluppate da Huawei, tra cui il sistema multimediale Harmony OS e il sistema di assistenza alla guida Qiankun, che utilizza anche un sensore LiDAR.

Il listino cinese della M6 è compreso tra 229.800 e 299.800 yuan, circa 34.200-44.700 dollari.

Dal punto di vista tecnico, il SUV utilizza una sospensione anteriore a doppio braccio oscillante e un sistema posteriore multi-link a cinque elementi. È inoltre disponibile una sospensione pneumatica a camera singola con ammortizzatori a smorzamento regolabile.

La M6 misura 4.960 mm di lunghezza, 1.985 mm di larghezza e 1.736 mm di altezza, con un passo di 2.950 mm.

La Aito M9
La Aito M9

La crisi delle vendite dietro alle voci?

La diffusione della storia potrebbe essere collegata anche all'andamento commerciale della M6 sul mercato cinese.

Secondo i dati di China EV DataTracker, nel luglio 2026 il SUV ha registrato 5.428 consegne, un risultato nettamente inferiore al picco di 18.148 unità raggiunto appena due mesi prima, a maggio.

Il calo delle vendite potrebbe quindi aver contribuito ad alimentare le discussioni online intorno al modello, anche se non ci sono elementi per stabilire un collegamento diretto tra la flessione commerciale e la nascita delle accuse sulle presunte “auto del futuro”.

Un gioco di parole diventato virale

C'è infine un curioso elemento linguistico dietro alla vicenda.

I post che hanno accusato Aito di produrre automobili in anticipo hanno definito la M6 “yu zhi che”, un'espressione costruita sulla base del termine cinese utilizzato per indicare i pasti precotti o già preparati, “yu zhi cai”.

In pratica, l'idea della “pre-made car”, ovvero dell'auto già pronta in fabbrica molto prima della sua data di consegna, è diventata una sorta di gioco di parole sui social.

Aito, però, non sembra intenzionata a considerare la vicenda una semplice burla online. La denuncia presentata alla polizia indica che per il marchio la diffusione di quelle immagini ha superato il confine della semplice ironia.