
Milano, 9 set. (askanews) – “Huck am Bach” compie 40 anni. Cantina Bozen celebra con un’etichetta speciale il S. Maddalena Classico nato nel 1986 e legato fin dall’origine all’omonimo maso nel cuore di Santa Maddalena, a Bolzano. Una storia che attraversa quattro decenni di viticoltura e mette in relazione il luogo da cui provengono le uve, le generazioni che ne coltivano i vigneti e gli enologi che hanno accompagnato nel tempo l’evoluzione del vino.
Il maso Huck am Bach appartiene alla stessa famiglia dal 1783 e il suo nome deriva da un antico cognome altoatesino. Proprio da questo luogo prese avvio la scelta dell’allora Cantina Santa Maddalena di chiamare alcuni dei propri vini con il nome dei masi di provenienza, una novità per l’epoca diventata nel tempo una consuetudine: ancora oggi le etichette delle linee Election e Riserva richiamano i masi da cui provengono. La responsabilità dei ripidi vigneti attorno a Huck am Bach è oggi affidata a Hannes Plattner, esponente della generazione successiva.
Le vigne destinate a “Huck am Bach” si sviluppano tra 250 e 500 metri di altitudine su terreni ghiaiosi ricchi di porfido. Le giornate calde e soleggiate incontrano le correnti più fresche che scendono dalle vallate circostanti, mentre le pendenze impongono ancora lavorazioni manuali. La raccolta si concentra generalmente tra l’inizio e la metà di ottobre. Questa storica etichetta è un Alto Adige Doc S. Maddalena Classico ottenuto in gran parte da Schiava e da una quota minore di Lagrein. Dopo la selezione delle uve e la tradizionale vinificazione in rosso, il vino affina in grandi botti di rovere e successivamente in bottiglia.
“Il S. Maddalena è probabilmente una delle più belle espressioni della Schiava e rappresenta una parte importante della tradizione di Cantina Bozen. Attribuiamo grande valore ai nostri due vitigni autoctoni e vediamo per entrambi un notevole potenziale futuro” ha dichiarato Philipp Plattner, presidente della cooperativa e cugino di Hannes, rimarcando che “‘Huck am Bach’ è uno dei nostri vini simbolo e ci ricorda le nostre radici, la nostra origine e le persone che ne fanno parte”.
Alla continuità di chi coltiva il maso si affianca quella, professionale e familiare, degli enologi Filippi: Graziano seguì lo sviluppo di questo vino per l’allora Cantina Santa Maddalena, ponendo al centro l’identità territoriale del S. Maddalena e la precisione del lavoro in cantina, e a lui nel 1988 gli succedette il figlio Stephan, ancora oggi enologo di Cantina Bozen. “Il S. Maddalena è il vino bolzanino per eccellenza tra i vini dell’Alto Adige ed è un grande classico al quale, proprio per il suo stile, riconosciamo un importante potenziale futuro” ha spiegato Stephan Filippi, evidenziando che “‘Huck am Bach’, per me, non deve essere esuberante ma fine; non corposo, ma armonioso. L’obiettivo non è reinventare il vino, bensì rivelarne, anno dopo anno, tutto il potenziale”.
La storia del vino precede dunque quella dell’attuale cooperativa, nata nel 2001 dalla fusione tra Cantina Santa Maddalena e Cantina Gries. Oggi riunisce 224 famiglie di viticoltori che coltivano 350 ettari nel territorio bolzanino, tra 200 e 1.000 metri di altitudine. La sede produttiva è ospitata nella CasaClima del Vino, alle porte del capoluogo.
Per il 40esimo anniversario Cantina Bozen ha scelto di lasciare nell’archivio aziendale la storica bottiglia Bocksbeutel utilizzata in passato e di affidare la ricorrenza a una nuova veste grafica.