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I ladri da Pedretti nella centralissima via D’Azeglio: “Sbucati dalle fogne, ma il colpo è fallito”


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Sono entrati attorno a mezzanotte nel negozio accanto, ‘Filodoro’. Poi hanno provato a sfondare il muro con una mazzetta da muratore

I negozi Pedretti e Filodoro nella centralissima via D'Azeglio, a due passi da piazza Maggiore (a sinistra) e a destra Davide Pedretti

I negozi Pedretti e Filodoro nella centralissima via D'Azeglio, a due passi da piazza Maggiore (a sinistra) e a destra Davide Pedretti

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Bologna, 10 settembre 2026 – Nella notte tentano il colpo grosso provando a svaligiare il negozio di orologi di lusso di Davide Pedretti, in via D’Azeglio, a un passo da piazza Maggiore. Ma alla ’banda del buco’ – come l’ha già rinominata la vittima – non è andata bene. Sono sbucati a mezzanotte nel negozio accanto, ’Filodoro’, passando dalle fogne, poi hanno preso a ’picconate’ il muro portante provando a sfondarlo per entrare da Pedretti ma dopo 40 minuti circa si sono visti costretti a scappare con un pugno di mosche, probabilmente per paura di avere attivato l’allarme.

I negozi Pedretti e Filodoro nella centralissima via D'Azeglio, a due passi da piazza Maggiore (a sinistra) e a destra Davide Pedretti

I negozi Pedretti e Filodoro nella centralissima via D'Azeglio, a due passi da piazza Maggiore (a sinistra) e a destra Davide Pedretti

L’arrivo dei carabinieri e la ricostruzione del colpo mancato

Sono arrivati i carabinieri, che ora stanno cercando di ricostruire il tragitto percorso dai ladri nelle fognature, soprattutto per capire da dove siano partiti esattamente. Sul posto i ladri hanno lasciato uno spruzzino, un martello e un grimaldello.  “Secondo la ricostruzione dei carabinieri – racconta Davide Pedretti – mentre stavano prendendo a picconate il muro per accedere al mio negozio gli deve essere ’scappato’ un colpo e hanno colpito il cartongesso. Temendo di avere attivato l’allarme, sono fuggiti. Per fortuna il negozio è super blindato con un sistema di ultima generazione tra rilevatori da muro, a pavimento e di posizione, e anche sopra le casseforti. Se per caso si attiva l’allarme, in un attimo arriva la vigilanza privata”.

Colpo mancato da Pedretti orologi di lusso nella centralissima via d'Azeglio. La banda del buco è entrata dal negozio attiguo Filodoro ma poi si è fermata

Colpo mancato da Pedretti orologi di lusso nella centralissima via d'Azeglio. La banda del buco è entrata dal negozio attiguo Filodoro ma poi si è fermata

Pedretti: “Io, imprenditore, non posso aver paura di lavorare”

Il furto non è andato a segno, ma resta la rabbia di dover fare i conti con tutto questo. “Io, imprenditore, non posso aver paura di lavorare – commenta Pedretti –. Abbiamo un sistema di protezione eccezionale, ma non è mai abbastanza, quando vedo che invece all’estero - a Dubai, ad esempio - dal punto di vista della sicurezza è un paradiso, un negozio con uno stock dieci volte superiore al mio lascia la porta aperta. Qui invece devo avere un triplo vetro blindato e una guardia giurata con la pistola. La situazione a Bologna - e nel resto del Paese - è peggiorata. Bisognerebbe intervenire, inasprire davvero le pene. Ormai fare il gioielliere è diventato molto difficile, per certi versi è un incubo”. Ieri i militari dell’Arma sono stati a lungo nei due negozi danneggiati. “Un grazie speciale ai carabinieri, sempre presenti”, le parole di Pedretti.

La manager di Filodoro: “Quando sono arrivata in negozio ho visto il buco e mi sono spaventata”

La manager di Filodoro, Giulia Casula, non nasconde l’amarezza, partendo dal momento della scoperta: “Quando sono arrivata in negozio (ieri mattina, ndr) ho visto il buco e mi sono spaventata. Non è stato un bell’inizio di giornata, per così dire. Senza poi contare i disagi che sono seguiti. Siamo nella via dello shopping, in pieno centro, certo non ci aspettavamo di dover affrontare una cosa simile in un mercoledì qualsiasi”. “Dobbiamo fare qualcosa presto”, così Pierluigi Sforza (Federpreziosi), che sul Carlino di recente ha commentato il maxi furto (almeno 300mila euro il bottino) alla gioielleria Giacobazzi di via San Felice a opera di una banda di tre professionisti.

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