
Il deposito di Seregno si trova in via Europa al confine con Desio Il rischio è che resti inutilizzato

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Un incontro per guardare avanti, ma ai sindaci interessava tutt’altro: sedendosi al tavolo di Città Metropolitana preferivano guardare indietro. I cantieri per la metrotranvia hanno già lasciato numerose ferite ai territori. E, nell’incontro di ieri, non si è fatto cenno a questi temi. Non in modo indolore. Qualcuno al tavolo ha fatto presente la situazione, i mugugni non sono mancati. Non solo tra i sindaci brianzoli: molto indispettito anche il sindaco di Bresso, che al pari del suoi cittadini non riesce ad accettare la situazione. Il detto “mal comune mezzo gaudio” qui non conta: lui arrabbiato, i suoi colleghi pure. Chissà se da qui a fine ottobre qualche tassello sarà rimesso a posto o se, almeno, ci sarà la prospettiva di qualche intervento. Uno dei temi che desta maggiore preoccupazione è il deposito di Seregno. È situato a Sud della città, in quella via Europa che segna il confine con Desio. I lavori lì sono stati molto più veloci del previsto. Comunque molto più rapidi rispetto ai lavori per la linea del tram. C’era stato anche un sopralluogo di Daniela Caputo, consigliera delegata della Città Metropolitana, insieme ai consiglierI regionali brianzoli. Il problema qual è? Molto semplice: il tram in quell’enorme capannone potrebbe non arrivare mai. Non è solo questione di soldi che, alla fine, risulteranno buttati. Il rischio, piuttosto, con il capannone inutilizzato, è di tutt’altro tipo: è soprattutto sociale. Uno spazio vuoto e incustodito si presta per essere utilizzato in altro modo da chi non ne ha diritto. Se va bene, arriveranno i senzatetto. Lì potrebbero anche essere indisturbati e lontani da occhi indiscreti. Il timore, tuttavia, è di ben altro tipo: in un luogo chiuso ci sono alte probabilità che possano insediarsi attività illecite. Una su tutte: lo spaccio di sostanze stupefacenti. Se il tram non dovesse arrivare fino a Seregno, per i Comuni è meglio credere che quell’immobile, di dimensioni rilevanti, possa essere ceduto a qualche impresa. Possibile anche la demolizione, ma questa sì sarebbe vista come uno spreco difficilmente accettabile. A Seregno, però, il problema non è solo quello: via Livio Colzani, una delle arterie più trafficate, è sottosopra. È più piccola ma altrettanto sottosopra anche via Platone. E ha residenti infuriati perché non vedono la fine del loro disagio. Desio non brinda: il delirio è in corso Milano. Anche qui più micro cantieri. La strada che collega Nova a Seregno non è più quella elegante che ospita attività commerciali, bensì è luogo di insicurezza, disagio, spesso anche degrado. Di recente è stato fatto un intervento per migliorare le condizioni, soprattutto per quanto riguarda le erbacce cresciute nei cantieri abbandonati e per rimuovere i rifiuti. Di certo non basta.
A poche centinaia di metri di distanza la situazione di via Garibaldi, la strada centrale, quella che ospita la vecchia linea dismessa. I binari sono ancora lì. Sono presenti anche nella parte Nord in corso Italia, vicino alla vecchia rimessa. Erano stati fatti anche i carotaggi, poi il nulla. A Nova, infine, si incrociano le dita per la situazione di via Garibaldi. Qui il vecchio ponte sul Villoresi ha svolto egregiamente un ruolo imprevisto: ha rallentato il cantiere evitando guai peggiori. La città, però, ha bisogno del completamento delle opere (tra l’altro non ha nemmeno una stazione ferroviaria, quindi il trasporto verso Milano è visto in modo molto favorevole) o, come minimo, il ripristino completo della situazione precedente.
G.G.
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