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I nuovi disertori


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20 settembre 2026 | 08:01

I nuovi disertori

La guerra, secondo questi giovani, accuratamente coccolati dagli adulti del PD-Campo Largo, è solo il prodotto di mercanti di armi e di fascio-nazisti di ritorno – en passant, è la tesi di Putin – che si ostinano a lordare l’aiuola di plastiche, di cartacce e di sterco di cane

Ecco, dunque, riapparire la figura romantica del “disertore” nel discorso dei Giovani del PD. Non è la prima volta che dicono ad alta voce ciò che gli “adulti” del PD condividono, ma per residuo pudore sussurrano in modo più obliquo, e che invece Conte, Salvini, Vannacci gridano in ogni piazza. Secondo i nostri eroici disertori, reduci dagli apericena che occupano ogni sera i dehors di ogni bar in Italia, il mondo è un’aiuola felice.
E così Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, alla Festa dell’Unità a Reggio Emilia ha annunciato: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”. Dunque: no all’aumento delle spese militari, parlare di patria significa “ripudiare la guerra”.

C’è ben altro per cui spendere: per sanità, scuola, energia, anziani, giovani. E… Putin e l’Ucraina? “Siamo a fianco di Kiev!”. Aiuti a Kiev, ma, per favore, niente armi, solo kit sanitari e sacchetti di sabbia. C’è da dubitare che la ragazza abbia letto Emmanuel Mounier o Beppe Fenoglio o Primo Levi o Dietrich Bonhoeffer, per i quali il rifiuto di essere arruolati per la guerra dallo Stato fascista o nazista ha significato “Resistenza” armata e talora pagata personalmente con la morte.
Ciò che resta sorprendente è la visione adolescente del mondo. Si deve forse al fatto che non si legge più Dante a scuola, quando scrive nel XXII Canto del Paradiso che la Terra è “l’aiuola che ci fa tanto feroci”?

La guerra, secondo questi giovani, accuratamente coccolati dagli adulti del PD-Campo Largo, è solo il prodotto di mercanti di armi e di fascio-nazisti di ritorno – en passant, è la tesi di Putin – che si ostinano a lordare l’aiuola di plastiche, di cartacce e di sterco di cane.
Queste élites, impadronitesi degli Stati-nazionali – secondo un marxismo raccogliticcio lo Stato altro non è che il Comitato d’affari della gentaglia di cui sopra – chiamano alla guerra gli Stati contro altri Stati, gli Imperi contro altri Imperi. A quale scopo? La sempiterna “auri sacra fames”, niente altro. Le culture, le nazioni, le etnie, i confini, le storie, tutte nate dalla specie animale “homo sapiens”, che è mossa da istinti, passioni, violenza… semplicemente non esistono in questa visione angelicata del mondo. Pertanto, basterà non obbedire alla “chiamata alle armi”, e la pace si stenderà come una candida coltre trasparente sull’intero pianeta. O no? No!

Intanto, qualcuno dovrebbe far constatare vedere a questi ragazzi e ai loro mentori adulti che la guerra è già incominciata ed è già “mondiale”. Non è simile né alla Prima né alla Seconda. Ma conta già centinaia di migliaia di morti, di cui quelli civili in aumento quotidiano. La guerra calda sta già nel mondo e in Europa. Putin non l’ha dichiarata, l’ha fatta e la sta facendo. Hamas, che non è un’entità statale, l’ha praticata contro Israele, Trump non l’ha preannunciata al Venezuela o all’Iran. Si tratta di una guerra in cui ci sono trincee sui fronti contrapposti, come su quello russo-ucraino, ma, soprattutto, bombardamenti mirati, droni in giro per i cieli, attentati a terra e sui mari, milizie private, hackeraggi, fake news, uso dell’I. A. Si chiama “guerra ibrida”. Se qualcuno si attende una solenne dichiarazione di guerra cui contrapporre una altrettanto solenne dichiarazione di diserzione, abita sul lato oscuro della luna.

Sicché il dilemma cui ci troviamo di fronte non è “guerra SI/ guerra No”, bensì “CON CHI” ci si schiera, visto che siamo già sul terreno di battaglia. Certo, si può decidere di rifugiarsi nella neutralità assoluta. È un antico sogno carsico del mondo cattolico e della sinistra italiana. Basterà pensare al dibattito del 1949 sull’adesione alla Nato. Oggi significa uscire dalla Nato e uscire dall’Unione europea.
Secondo alcuni costituzionalisti, vuol dire uscire anche dagli articoli 11 e 52 della “Costituzione più bella del mondo”. Il lato secondario e ridicolo di questa faccenda è la pretesa di “organizzare i disertori”. I quali, in ogni tempo, sanno benissimo cosa fare. È accaduto negli Usa negli anni ’60, accade oggi in Russia e in Ucraina. La guerra continua anche senza di loro. La guerra ibrida è una guerra totale, che colpisce ormai prevalentemente chi non può disertare, cioè i civili.