
Alberto Bollini

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Coverciano chiama Misano. Il filo conduttore del Vivo Azzurro Summer Camp unisce la iconica sede del calcio italiano alla nostra riviera. Lo fa grazie ad Alberto Bollini, commissario tecnico della Nazionale Under 19, un mister abituato a far crescere ragazzi che portano soddisfazioni e trofei con la nazionale giovanile, ma che poi non si riesce a fare esplodere nei campionati superiori e nella nazionale A. Forse la confusione a cui assistiamo in questi giorni è figlia anche di questa peculiarità tutta italiana.
Ma Alberto Bollini non si arrende e organizza, con un progetto ideato insieme alla Figc, un camp che parte da Coverciano per arrivare a Misano e che ha visto nei giorni scorsi centinaia di ragazze e ragazzi vivere una settimana all’insegna del calcio, della crescita personale e dei valori che da sempre accompagnano la maglia azzurra. L’obiettivo del Vivo Azzurro Summer Camp non è quello di scoprire il campione di domani, ma di aiutare ogni ragazza e ogni ragazzo ad avvicinarsi al calcio attraverso i valori che la maglia azzurra rappresenta.
L’esperienza di Coverciano e Misano consente ai giovani partecipanti di comprendere come dietro quella maglia ci siano sacrificio, rispetto, lavoro di squadra e senso di appartenenza. La vera sfida del progetto è trasmettere questi principi, affinché ogni partecipante possa tornare a casa con un bagaglio umano e sportivo che vada ben oltre il risultato sul campo. Poi ci sono i valori della nazionale: il tricolore, il senso di appartenenza, la maglia azzurra.
"La parola chiave è divertimento. La qualità degli istruttori è l’elemento che rende speciale il Vivo Azzurro Summer Camp – dice Bollini – I nostri allenatori uniscono passione, competenza e un costante aggiornamento metodologico, adattando il lavoro alle diverse fasce d’età. Sono tutti professionisti qualificati, laureati in Scienze Motorie e formati secondo i principi della Figc, che per una settimana mettono la loro esperienza al servizio dei ragazzi. Poi personalmente sono molto legato alla riviera riminese. Ci venivo da bambino e da ragazzo, sono venuto a vivere in questa zona, qui sono a casa".
Molti ragazzi arrivano dall’estero, 33 ragazze sono state presenti nella tappa romagnola. Il messaggio è che nel rettangolo verde c’è una opportunità per tutti. Non è un caso che dopo il tempio di Coverciano si sia scelta Misano. Anche la Romagna del mare non esclude nessuno, la qualità dei servizi e delle infrastrutture fa il resto.
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